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Crisi, Bersani risponde ai Tedeschi.


Il consigliere tedesco Franz sostiene che l'Italia può farcela da sola ed è contrario all'intervento della BCE sui Titoli di Stato




"L'Italia può fare il lavoro da sola", a dirlo, dopo l'appello del premier Mario Monti a Berlino, è Wolfgang Franz, capo dei consiglieri economici della cancelliera Angela Merkel, durante una un'intervista a Bloomberg Television Franz in cui boccia gli interventi Bce sui bond.

Immediata la reazione del Segretario del PD Pier Luigi Bersani alle affermazioni di Wolfang Franz: "Ognuno adesso deve fare la sua parte ma nessuno può fare da solo. Quando fu nel suo momento cruciale la Germania non ha fatto da sola ma con la solidarietá e l'aiuto dell'Europa e sono sicuro che i tedeschi non possono dimenticare".

Programma Assemblea Nazionale 2012


Nuova Fiera di Roma - Roma 20 - 21 gennaio 2012

Venerdì 20 Gennaio
- ore 15.00 accrediti
- ore 16.00 Saluto e introduzione dei lavori della Presidente dell'Assemblea nazionale Rosy Bindi
- Relazione politica del Segretario Nazionale Pier Luigi Bersani “L’impegno del PD per il futuro dell’Italia e dell’Europa”
- dibattito in plenaria: “Il PD per il futuro dell’Europa”

Nota: l'Assemblea valuterà l'opportunità di continuare il dibattito anche nel dopocena.

Sabato 21 gennaio
- ore 09.30 dibattito in plenaria: "Il PD per il futuro dell'Italia"
- ore 12.30 replica del Segretario nazionale Pier Luigi Bersani

Bersani: "Ora i partiti siano coinvolti di più" intervista a La stampa



«Insomma: penso che sia ora che i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un'agenda da affidare, poi, ai gruppi parlamentari».

Intervista a Pier Luigi Bersani di Federico Geremicca - La Stampa


Bandiera 2
E' chiaro che con l'anno che comincia bisogna darsi un metodo...». Un metodo, dice Pier Luigi Bersani: che semplifichi il lavoro del governo nel suo confronto con i partiti e renda più trasparente il rapporto tra i partiti e tra loro e il Parlamento. Il tutto, naturalmente, per lavorare meglio e di più. Così, chi temeva (o sperava) di trovare alla ripresa un Bersani dubbioso circa le scelte fatte - e magari tentato da un qualche disimpegno ora sa come stanno le cose. Si va avanti ventre a terra, perché il Paese ne ha bisogno e soluzioni migliori all'orizzonte per ora non ce ne sono. Naturalmente, bisogna cambiar passo. Prima di tutto in Europa, ma anche qui da noi: bisogna accelerare sul versante della crescita e correggere qualcosa di quanto fatto (sulle pensioni, per esempio). Ma sono soprattutto certi veti europei a preoccupare il leader del Pd, che dice: «Veti ideologici... La globalizzazione ha imposto una ideologia nuova e micidiale: in economia i mercati hanno sempre ragione, in politica ognuno difenda se stesso. Bene, per quanto mi riguarda non può essere così».

Bersani: “Il problema dell’Italia non è licenziare, ma far lavorare le persone"


La riforma del lavoro serve, ma per ridurre la precarietà ed aumentare la produttività


"La riforma del mercato del lavoro ci vuole ma oggi il problema dell'Italia non è buttar fuori la gente, il problema è come si entra nel mondo del lavoro, come si crea lavoro, come si rende il lavoro meno precario, servono ammortizzatori sociali moderni, perciò bisogna partire da lì e poi fare la sintesi, non discutendo sui giornali. Il governo e le forze sociali si parlino". Questa la posizione del PD, chiarita dal Segretario nazionale Pier Luigi Bersani.

Riguardo la discussione sull'articolo 18, Bersani ha spiegato: "Nel PD la sintesi c'è, è nei documenti approvati in Assemblea, se nel PD si discute, non significa che ci si divida, questa tesi è destituita di fondamento. Il PD quando è ora c'è ed è solido".
La strada maestra è dunque quella del dialogo. “La querelle sull'articolo 18 è un falso problema”, come dice anche il presidente del Consiglio Mario Monti.

Pier Luigi Bersani ai microfoni del Tg1. Intervista a cura di Natalia Augias

La Lettera di Bersani con le priorità per il 2012


Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare. Vale forse la pena di "progettarlo" un po', togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea.

1. La scena si apre sull'Europa. Fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per sé non rassicura. Nelle opinioni pubbliche è ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato, ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte.

Bersani: "Serve una manovra equa e poco recessiva"


«Il Pd sarebbe l'unico partito a poter tirare per la giacca Monti perché siamo i soli che dicono da tre anni che il Paese va incontro a guai seri. Tanti di coloro che adesso si agitano negli anni in cui si dormiva non hanno suonato la sveglia». 


Intervista a Pier Luigi Bersani di Fabrizio Nicotra - Il Messaggero


Pier Luigi Bersani - 1000 piazze per l'alternativa  Pier Luigi Bersani - 1000 piazze per l'alternativa
Parigi incalza il governo Monti sulla manovra e nello stesso tempo lancia un patto Francia-Germania-Italia per rafforzare la disciplina di bilancio. Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, si va verso un'Europa a due velocità?

«Se si parla di modificare i trattati per rendere più coerente il patto a 17 (i Paesi della zona euro), va bene. Tuttavia, intanto che si prepara una riforma dei trattati noi rischiamo la pelle. Stiamo vivendo una contraddizione micidiale: mentre discutiamo giustamente di una necessaria disciplina dei bilanci dei singoli Paesi, noi non abbiamo una garanzia collettiva a tutela dell'euro. Questo è il punto irrisolto. Deve essere affrontato con assoluta urgenza, lavorando (anche dentro gli statuti attuali) per un ruolo della Banca centrale europea triangolato o con il Fondo monetario. soluzione non gradevolissima, o con la trasformazione del Fondo Salva Stati in una banca. Ma quale che sia la tecnica, se stiamo solo alla disciplina di bilancio rischiamo di arrivarci morti».

Chi nasce e cresce in Italia è italiano



Da Napolitano appello per i 'nuovi cittadini italiani': "Senza il loro contributo, anche il fardello del debito pubblico sarebbe più difficile da sostenere. E' una follia che i bambini nati da noi non siano cittadini italiani". Turco: “Ora legge per la cittadinanza. Prosegue la raccolta firme PD"

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"Sono convinto che i bambini e i ragazzi venuti con l'immigrazione facciano parte integrante dell'Italia di oggi e di domani, e rappresentino una grande fonte di speranza”. Lo ha detto il PresidenteGiorgio Napolitano in occasione dell'incontro con i nuovi cittadini italiani celebrato al Quirinale nell'ambito del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. “Si tratta di una presenza che concorre ad alimentare quell'energia vitale di cui oggi l'Italia ha estremo bisogno".

PD dato al 33% in questo sondaggio condotto dal CISE, centro interuniversitario fra l'università di firenze e la LUISS




Ecco il link completo : http://cise.luiss.it/cise/2011/11/27/le-intenzioni-di-voto/

Il PD nell'atlante di repubblica è al 29,4%.


Il PD nell'atlante politico di repubblica oggi è dato al 29,4%. Bersani compare come primo esponente politico per fiducia al 48%. 

Gli ultimi della classifica, ça va sans dire, sono Bossi e Berlusconi. Questo è il risultato dell'ottima gestione della crisi e della serietà del gruppo dirigente che guida ad oggi il partito. 

Grazie. 

E ora avanti, perché ci sono ancora molte sfide da affrontare. 

GOVERNO MONTI, SPREAD E GOVERNO DI RESPONSABILITA’ NAZIONALE



Cari Valserinesi,
siamo stati costretti ad integrare il giornalino di ottobre 2011 con questa pagina, poiché nell’arco di una settimana e poco più, l’intero panorama politico è mutato profondamente.
Lo schema bipolare nato nel 1994, Berlusconi da una parte con la Lega e il centrosinistra dall’altra, è saltato e non si sa bene da cosa verrà sostituito. E’ probabile che nei prossimi mesi ci sarà una ridefinizione dei partiti, dell’offerta politica e ritengo possibile anche lo sciogliersi e il formarsi di nuove alleanze all’interno dei vari schieramenti. L’auspicio che mi sento di interpretare a nome di tutti noi, è che si proceda verso un RICAMBIO assolutamente necessario della classe politica  italiana che ha condotto la partita finora, non per motivi anagrafici, ma a causa del suo fallimento politico nel governarci, pur nella diversità delle responsabilità.
LA NECESSITA’ DI UN GOVERNO DI “RESPONSABILITA’ NAZIONALE”. Mercoledì 16 novembre nasce il governo Monti. Esso è stato reso necessario dall’azione confusa e inconcludente del centrodestra. I numerosi tagli non accompagnati dalla crescita, l’assoluta scarsa credibilità di Berlusconi, sia all’interno del paese che all’estero, la stagnante azione riformatrice e le scelte sbagliate in politica economica-industriale, stavano per portarci al collasso. La crisi tuttavia non deriva solo dall’azione del governo, stiamo navigando difatti a vista in un mare in tempesta a livello internazionale. Ciò nonostante, il governo ci ha messo del suo e difatti fino ad agosto la crisi era prettamente di natura economica, di depressione dell’economia reale. Solo  in mezzo all’estate iniziano le turbolenze a livello finanziario sul nostro debito e il famigerato spread comincia a salire. In realtà le cose sono collegate. Per capirci, poniamo il caso di avere in tasca alcune azioni di un’azienda. L’azienda  nell’ultimo anno e mezzo opera scelte sbagliate, i loro direttori litigano fra di loro solo per mantenere le proprie rendite di posizione e il direttore generale se la spassa fra festini, ragazze avvenenti e fa battute a incontri internazionali con altri operatori del settore. Probabilmente penseremmo di vendere le azioni, poiché crediamo che se l’azienda continua a comportarsi in questo modo fallirà. Ebbene, è esattamente quello che è successo ai nostri titoli di debito, Btp,  che sono arrivati addirittura a segnare un differenziale di rendimento con i corrispettivi tedeschi di 590 punti circa e un 7% di interesse. Quindi il problema è duplice:  da una parte non era credibile il nostro direttore generale, dall’altra le nostre scelte hanno creato incertezza e scetticismo rispetto la solidità della nostra economia. Quindi ora si richiede capacità di affrontare questioni spinose ormai da troppo tempo accantonate e serietà, accompagnata alla credibilità, dei nostri governanti. Insomma, è finito il tempo delle barzellette. Per poter ridare fiducia ai mercati e far sì che gli investitori ricomincino a comprare i nostri titoli, che ad oggi purtroppo sono considerati rischiosi, dovremo dare una forte prova di responsabilità e di generosità. Non a caso Bersani ha commentato l’azione del Pd così: “Avrei potuto chiedere di andare ad elezioni con i sondaggi che ci danno in testa, ma avrei governato su un cumulo di macerie”. Non c’è alternativa pertanto alla scelta che stiamo per percorrere del governo di responsabilità nazionale.
Si dirà tuttavia che lo spread cresce e che la crisi del debito sovrano si allarga anche ad altri paesi europei. E’ vero, proprio perché è una crisi internazionale e non solo europea. Un nostro fallimento, come quello della Grecia, porterebbe al fallimento  altri stati e a catena l’Europa, gli Stati Uniti, le cui banche posseggono molti titoli europei, e la Cina, la quale è la più grande creditrice degli USA.
La soluzione però è una sola ed è quella di dare alla BCE nuovi poteri per poter operare sui mercati e aiutare i paesi in difficoltà. Solo con la garanzia della BCE gli investitori potrebbero riprendere a comprare i titoli di stato e quindi far cessare la crisi. Chi non vuole fare questa operazione sono i tedeschi, i quali ritengono che Spagna, Italia e Grecia abbiano sperperato a torto o a ragione molte risorse mentre loro hanno fatto le formiche. Se il governo Monti saprà smuovere con autorevolezza i tedeschi, scambiando l’operazione sulla BCE con nostre serie riforme, allora se ne verrà fuori. Altrimenti l’altro scenario sarà di una crisi simile a quella del 2008 moltiplicata per 10. Sarebbe una catastrofe, ma non per le banche, per tutti noi. Ecco perché non possiamo permetterci di sbagliare. 

L'intervento della Senatrice Finocchiaro al Senato

Intervento di Bersani oggi alla fiducia del governo Monti

Intervento di Pier Luigi Bersani da Piazza S. Giovanni


In nome del popolo italiano

Per la ricostruzione democratica, sociale, economica del paese 

Bersani Ricostruzione
Grazie a voi, Democratiche e Democratici, Amici e Compagni, Cittadine e Cittadini che siete qui con noi. Voglio dire prima di ogni altra cosa lo sgomento per la drammatica alluvione che ha investito la Liguria e prima ancora la Liguria e la Toscana e che ci lascia in ansia anche in queste ore. Tante vittime, tante famiglie nel dramma; Genova, e tanti meravigliosi paesi, cari agli italiani e a tutto il mondo, terribilmente devastati. Cittadini che vedono le loro case e i loro beni invasi, travolti dall’acqua. Una tragedia. Noi ci stringiamo attorno alle famiglie delle vittime e alle popolazioni colpite. Noi ci saremo, in ogni sede utile, e per tutto il tempo necessario perché vengano le risposte dell’emergenza e del soccorso, del ripristino e della ricostruzione. Cominciamo oggi stesso da San Giovanni lanciando una grande sottoscrizione per un aiuto concreto. Da questa piazza un abbraccio commosso ai cittadini colpiti della Liguria e della Toscana. 

Siamo tanti in questa piazza ferita dalle violenze di poche settimane fa e che oggi riportiamo alla sua storia migliore. 
San Giovanni non è solo una piazza. E’ il simbolo di tutte le piazze del nostro paese: luoghi dove il popolo italiano con i suoi partiti, le sue associazioni, i suoi sindacati, ha fatto la nostra democrazia. Luoghi di pace, di festa, di lotta.
Noi non permetteremo mai che rimangano vuoti. E non permetteremo che rimangano muti. 
Mai!

Anche per questo fatemi dire grazie alle forze dell’ordine che anche oggi non hanno fatto mancare il loro impegno e il loro servizio prezioso.

E grazie alle Associazioni e ai Movimenti che hanno scelto di essere qui. Con i loro simboli e le loro proposte. 
Un saluto alle forze del centrosinistra: SEL, IDV, I Socialisti, i Moderati di Portas.

Vedo le vostre bandiere: grazie per questa presenza generosa. 
Ma il saluto più affettuoso lo voglio dare ai nostri ospiti europei e internazionali. Li accogliamo con emozione, amicizia, fraternità.
Sappiamo bene che questa manifestazione si svolge nel cuore di un’emergenza drammatica per l’Europa e per l’Occidente intero. E di un’emergenza ancora più drammatica per l’Italia. 



Bersani sul caos europeo e il diktat di Francia e Germania


Non è credibile che chi non ha fatto nulla per tre anni, domani mattina faccia ciò che serve

Abbiano perso la stima e il rispetto internazionale. Siamo stati derisi e questo è inaccettabile. Ma gli italiani non sono Berlusconi e vanno rispettati! Adesso inventeranno condoni e sanatorie mentre solo le dimissioni offrirebbero al Paese un soprassalto di consapevolezza. Le misure abborracciate non sono più sufficienti

pubblicato il 24 ottobre 2011 , 167 letture
strada senza uscita
“Siamo di fronte ad un passaggio cruciale, come lo era un mese fa e come lo sarà ancora di più tra una settimana. E sta avvenendo quello che abbiamo detto tante volte, purtroppo inascoltati”. Così il segretario del PD Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa per ribadire le proposte del PD in risposta alle sollecitazioni dell'Unione europea sulle riforme immediate da attuare in Italia.

“Abbiamo assistito a tre anni di assoluta mancanza di riforme e di idee; a tre anni che non hanno prodotto equità; a tre anni di totale assenza di dignità che ci hanno portato a dove non dovevamo essere. Siamo esposti alla crisi e, purtroppo, siamo considerati il rischio per l'Europa e per il mondo” ha continuato il leader democratico.

“Abbiano perso la stima e il rispetto internazionale. Siamo stati derisi e questo è inaccettabile. Ma gli italiani non sono Berlusconi e vanno rispettati! E naturalmente devono però far tutto ciò che è in loro potere per esserlo”.