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Il mondo dopo la destra


Seminario di riflessione organizzato dal Centro Studi del PD

per approfondire le radici e le strategie d’uscita dalla crisi globale
Relazione introduttiva di Gianni Cuperlo e sintesi degli interventi
Bersani: "Per noi si parte dalla lotta alla precarietà del lavoro"


Mondo dopo la destra
Un seminario per avviare una riflessione e per approfondire radici e strategie d’uscita dalla crisi globale e dalle sue principali implicazioni. L'avvio di un percorso per analizzare lo scenario attuale utilizzando un approccio multi-disciplinare (la “crisi” letta non solo attraverso le lenti degli economisti, ma di storici, filosofi, sociologi…). Un tentativo di ricondurre le molte analisi prodotte negli ultimi tempi al punto di vista specifico della politica e del campo delle forze democratiche e progressiste. Un primo appuntamento per delineare il campo della ricerca e stimolare uno scambio di opinioni tra esponenti del Pd e un gruppo di interlocutori più esterni. 

Pier Luigi Bersani

La felice ambiguità del titolo ci fa comprendere come il Partito democratico può buttare il cuore oltre l'ostacolo e non fermarsi alla semplice analisi della situazione. Noi vogliamo allestire una macchina di riflessione che possa aiutarci a leggere in progress gli avvenimenti che riguardano il nostro Paese. La macchina di riflessione e quella di formazione politica sono due elementi strutturali di un partito che vuole la sua autonomia nella lettura della realtà. Quell'autonomia che servirà a supportare la sua attività di governo quando sarà il momento giusto.

La vicenda della crisi ha a che fare anche con il tema del salto tecnologico che c'è stato negli ultimi anni di globalizzazione. Se guardiamo il passato è evidente come ad ogni fase di crisi, il cambiamento globale è sempre stato accompagnato da un importante salto tecnologico. 

Decreto Crescitalia. Le proposte del PD


Le dieci proposte prioritarie del Partito Democratico nel campo delle Liberalizzazioni, presentate al Senato. "Deve essere fatto un ulteriore passo in avanti perché il paese ne ha grande bisogno. Il decreto del governo è il primo tentativo serio di liberalizzare il mercato". 

Anna Finocchiaro
Il decreto legge liberalizzazioni ha “un ampissimo raggio d'azione che cercheremo di rendere più incisivo con le nostre proposte”. Il presidente dei senatori del PD,Anna Finocchiaro, assicura che il partito sosterrà il provvedimento messo in campo dal governo anche se “non sarà facile perché la difesa dei privilegi è molto forte”. Il Partito democratico terrà “il punto su tutto” anche se il governo porrà la fiducia, assicura Finocchiaro.

Bersani: in Tunisia per capire e aiutare




  • Intervista al segretario del Pd in partenza per il Paese della rivoluzione dei gelsomini. Di Gabriella Radano
    In partenza per la Tunisia, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, racconta i principali obiettivi del suo viaggio fra cui: rinsaldare i rapporti con le forze politiche che hanno dato luogo all'Assemblea Costituente e testimoniare che c'è una parte d'Italia interessata a quel che accade in Tunisia

Bersani a La7 il 07/02












IL LINK : http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50251706

Responsabilità civile giudici. PD: “Chiediamo un impegno immediato del governo per modificare al Senato questa norma”


La norma è sbagliata e con tanti profili di incostituzionalità ma abbiamo votato a favore per evitare procedimenti di infrazione a carico del nostro Paese e di violazione delle norme comunitarie

Giudici  giudici corte
"Chiediamo che il governo riprenda il filo con le forze che lo sostengono e che al Senato venga sanata la situazione". Così il segretario Pier Luigi Bersani per risolvere la questione politica che è scoppiata dopo il voto dell'emendamento leghista alla legge comunitaria sulla responsabilità civile dei giudici.

"Non si può accettare una situazione in cui c'è chi è leale nel sostegno al governo e chi si mette il libertà", spiega il segretario del PD. "Chi ha votato per quella norma ha sottovalutato la situazione: noi stiamo mettendo al primo posto l'Italia, che ha problemi seri, chi destabilizza questo percorso si prende una responsabilità seria".

Bersani ha respinto le accuse mosse al gruppo PD della Camera: "Non c'è una parte del PD che ha votato quella norma, chi lo dice faccia i conti. Si sono visti anche gli applausi in aula. Ogni volta che succede una cosa del genere scatta il solito film: il Parlamento ha votato in un modo. No, la destra del Parlamento. L'andamento della discussione ha fatto vedere anche a un cieco come andavano i lavori. Non facciamo ammucchiate, se no si pensa che non c'è più democrazia". Nel merito, sull'emendamento, Bersani ha parlato di "una intimidazione alla libertà di giudizio dei magistrati e alla possibilità di rivolgersi a loro. Serve un ripensamento della norma in modo ragionevole e non intimidatorio".

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Il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini ha formalmente chiesto al presidente del Consiglio Monti di assumere la gestione della vicenda politica della norma sulla responsabilità civile dei giudici (l'emendamento Pin alla Comunitaria) per modificare il testo della legge Comunitaria al Senato.

Franceschini lo ha fatto intervenendo in aula alla Camera a conclusione dell'esame sulla legge e ribadendo il giudizio del Pd su quello che ha definito “un fatto gravissimo politicamente e nel merito”. Il Pd, ha sottolineato, avrebbe votato contro la Comunitaria inquinata ma di avere accolto l'invito del governo a non farlo a causa delle sanzioni europee che sarebbero scattate in caso di bocciatura dell'intero testo.

“Oggi - ha detto Franceschini - è successo un fatto politicamente molto grave, grave politicamente e nel merito. Innestato in un buon lavoro. Ma dentro questo buon lavoro è stato introdotto un gravissimo elemento inquinante: questa norma sbagliata e con tantissimi profili di incostituzionalità sulla responsabilità civile dei magistrati, tema che non si può affrontare in modo così affrettato e approssimativo”. 

“Per questo - ha aggiunto Franceschini - dovremmo votare contro la legge comunitaria, perché è difficile votare un testo nel quale c'è una norma di questo genere. Per noi è molto difficile: per il partito e per noi deputati. Votiamo a favore soltanto perché il ministro delle Politiche comunitarie ha fatto appello alle forze politiche facendo presente che la mancata approvazione della Comunitaria comporterebbe dei procedimenti di infrazione a carico del nostro Paese e di violazione delle norme comunitarie”.


“Soltanto per questo, ma lo facciamo con una richiesta - ha detto ancora Franceschini - che io voglio fare in quest'aula in modo formale e cioè la richiesta di un impegno del presidente del Consiglio Mario Monti perché gestisca politicamente questa vicenda tra le forze politiche che sostengono il governo. Una vicenda troppo delicata per poter essere lasciata ad un voto segreto e a un meccanismo di maggioranze variabili e improvvisate. A noi il governo prima della votazione ci ha riferito di un impegno del Pdl di votare contro quell'emendamento. Il voto segreto ha invece dimostrato che è successa un'altra cosa. Rientra nella libertà dei deputati ma non è normale che questo avvenga su un parere contrario del governo. Non è possibile che ci sia una distinzione non dichiarata. Allora un governo non si può basare su un sostegno leale a prescindere di alcuni gruppi parlamentari e sulle mani libere di altri: non può funzionare così”.

“È per questo - ha concluso Franceschini- che noi votiamo la legge comunitaria ma chiediamo un impegno immediato del ministro della Giustizia e del presidente del Consiglio per modificare al Senato questa norma , con una iniziativa del governo nei confronti delle forze politiche che lo sostengono”. 

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“Con un trucco da illusionista, il Pdl ha votato un emendamento della Lega alla comunitaria che modifica la legge in materia di responsabilità dei magistrati. C'è un problema di metodo, visto che si è assistito a un'imboscata dell'ultimo momento, e un problema di merito, visto che su una materia così delicata non si interviene con un emendamento spot all'interno di un provvedimento come la comunitaria. Al ministro Severino dico di stare tranquilla, sono certa che al Senato ci saranno le condizioni per un ulteriore approfondimento”. Lo ha ribaditoAnna Finocchiaro, presidente del gruppo del PD al Senato.

“L'episodio che si è verificato alla Camera è davvero molto grave – ha proseguito Anna Finocchiaro - La norma approvata rischia di apparire addirittura come una ritorsione nei confronti dei magistrati. Io credo che tutta la questione meriti un supplemento di approfondimento che certamente al Senato non mancherà. Ribadisco che noi siamo contrari a una norma che supera il contenuto della sentenza comunitaria sulla responsabilità civile dei magistrati e dunque lavoreremo attivamente per cambiarla”.

Difendere, accelerare, rinforzare

La linea del PD sulle Liberalizzazioni
maratona
La battaglia delle liberalizzazioni
In Parlamento arriva il decreto del Governo. Il PD difende e punta ad ampliare in molti settori

Dopo l’approvazione del mille proroghe arriva in Parlamento il decreto sulle liberalizzazioni. Il Pd difende il decreto e prepara l’offensiva per rafforzare le liberalizzazioni. Ecco la sintesi informativa redatta a cura dell’Ufficio Stampa, con l’aiuto del dipartimento economia e dei gruppi parlamentati del Pd. 

L'intervento di Antonio Panzeri all'assemblea nazionale

“Uscire dall'emergenza, preparare la ricostruzione”


"L’Italia prima di tutto". Relazione d'apertura del segretario Pier Luigi Bersani all'Assemblea Nazionale del PD 

Bersani - Assemblea Nazionale PD 2012
Cari democratiche e cari democratici,
Cari amici e compagni,

In questi mesi abbiamo vissuto un passaggio di fase europeo e nazionale. Per ciò che riguarda l’Italia, un passaggio di fase anche politico. La cifra della nostra iniziativa è stata: prima di tutto l’Italia. Prima di tutto l’Italia non è uno slogan. E’ l’atto politico più alto e impegnativo. Noi non abbiamo messo all’angolo la politica, l’abbiamo invece messa in campo. Abbiamo semmai messo all’angolo il politicismo, la miopia, il piccolo cabotaggio, gli interessi personali, gli egoismi di partito. Saremo fedeli a questo impegno, prendendocene la fatica e i rischi. Chiedo all’Assemblea, davanti al Paese, di ribadire e rafforzare il nostro messaggio. Prima di tutto l’Italia. La crisi è seria, è molto grave. La preoccupazione ormai diffusa non deve diventare paura. L’Italia ce la farà, anche con il nostro aiuto. Questo messaggio per noi è il tratto di identità di quel Partito riformista, popolare e nazionale che stiamo costruendo.

Senza voler essere in nessun modo retrospettivi, non dobbiamo tuttavia stancarci di ricordare come siamo arrivati fin qui, per contrastare chi sta tentando o tenterà di riscrivere storia e cronaca recenti. Una riscrittura che non permetteremo.
Noi avevamo in testa l’Italia, e non noi stessi, quando per lunghi anni abbiamo denunciato il negazionismo del governo sui caratteri della crisi, sugli andamenti reali e non immaginari o propagandistici dell’economia e della finanza pubblica; quando abbiamo denunciato la paralisi di ogni politica di riforma, la micidiale distrazione della discussione pubblica dai temi veri, la incredibile predisposizione ideologica a rompere la coesione sociale e territoriale del Paese, il ripiegamento populista e la complicità attiva nell’allentamento delle politiche europee. Avevamo in testa il Paese, non noi stessi, mentre avanzavamo le nostre analisi e le nostre proposte, che andrebbero rilette oggi da chi per conformismo, subalternità o atavica idiosincrasia, lasciava correre cose che non condivideva pur di non dare ragione a noi. 

- L'intervento del segretario del Pd all'Assemblea nazionale del Partito Democratico a Roma

Con Monti un cambio di passo. Ma alcune cose vanno cambiate


«Pensioni? Aggiustare subito il tiro. Evasione? Più coraggio con le banche dati. Liberalizzazioni? Sono circolate troppe bozze».
Intervista a Pier Luigi Bersani di Emanuela Fiorentino - Panorama

Pier Luigi Bersani
Segretario Pier Luigi Bersani, lei è stato il primo liberalizzatore. Le piacciono le «lenzuolate» di Mario Monti? 

Rivendico almeno il coraggio: con un mio provvedimento, dalla sera alla mattina, scomparvero a suo tempo le licenze del commercio e le tabelle merceologiche: c'era un asse della politica che cercava di dare qualche occasione di lavoro ai giovani e di limitare speculazioni sui prezzi. Ora chiedo al governo di riprendere la questione sotto quei due profili, senza lasciare margine a cattive interpretazioni. 

Chi interpreta male e che cosa?

Sento dire per esempio che intervenire sui farmaci è de minimis. Non è vero, è una cosa fondamentale che riguarda miliardi di euro addosso in particolare aglianziani e alle famiglie numerose. Facciano il massimo, con coraggio, senza discriminare questo o quello.

Quale consiglio, lei che ci è passato e che di proteste ne ha incassate tante, si sente di dare al premier?

Avrei dato un consiglio preventivo: far girare meno bozze. Prima le decisioni, poi le discussioni e gli aggiustamenti. Secondo consiglio: stare larghi, trattandosi appunto di lenzuolate, affrontando il tema a 360 gradi. Terzo: darsi alcune priorità, non tutto quello che si fa poi lo si porta a casa. Vuole la scala?Farmacibenzinagasbanche e assicurazioniprofessioni e servizi pubblici. Per equilibrare il consenso tra lobby e opinione pubblica, il messaggio di occuparsi di cose che incidono sul reddito reale, dà una forza enorme per combattere. 

Crisi, Bersani risponde ai Tedeschi.


Il consigliere tedesco Franz sostiene che l'Italia può farcela da sola ed è contrario all'intervento della BCE sui Titoli di Stato




"L'Italia può fare il lavoro da sola", a dirlo, dopo l'appello del premier Mario Monti a Berlino, è Wolfgang Franz, capo dei consiglieri economici della cancelliera Angela Merkel, durante una un'intervista a Bloomberg Television Franz in cui boccia gli interventi Bce sui bond.

Immediata la reazione del Segretario del PD Pier Luigi Bersani alle affermazioni di Wolfang Franz: "Ognuno adesso deve fare la sua parte ma nessuno può fare da solo. Quando fu nel suo momento cruciale la Germania non ha fatto da sola ma con la solidarietá e l'aiuto dell'Europa e sono sicuro che i tedeschi non possono dimenticare".