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Incontro Costa Serina con Jacopo scandella

Jacopo Scandella, giovane di 25 anni, competente e bravo, che si è messo in campo per le elezioni regionali. La sua candidatura è una candidatura nata dal "basso", da un metodo di selezione non scontato che ha messo al centro il territorio montano e la sua rappresentanza. In questi tempi non è una cosa scontata e se a questo si aggiunge capacità e volontà, è una candidatura che merita supporto!


E se domani...


e se domani...

Lettera di dimissioni da segretario di Circolo. Convocazione congresso per l'8 giugno

Serina, 14/05/2012


Carissimo/a elettore/elettrice


simpatizzante,


iscritto,



Con la presente vi comunico che ho presentato le mie dimissioni da segretario del circolo PD Val Serina.

La decisione è dovuta essenzialmente a un sovrapporsi di impegni, personali e politici, che lasciano poco spazio all'attività del circolo. Pertanto ho ritenuto opportuno che qualcun'altro si assuma la responsabilità di guidare il circolo della nostra valle, anche per il grande sforzo organizzativo che quest'anno si dovrà impiegare in vista delle politiche del 2013. Io non sono più in grado di garantire l'impegno e le energie che finora ho potuto garantire.

La mia personale adesione al PD non è in discussione. Anzi, in questi tempi in cui è difficile davvero orientarsi a causa della crisi politica, economica e sociale che viviamo, trovo che il PD sia un partito che, pur nei difetti, è di riferimento per la gente perbene e che tiene al bene comune. Inoltre, il PD in valle, con le ultime iniziative a livello di valle Brembana, è l'unico partito che è riuscito a parlare di una visione di lungo periodo di crescita e di sviluppo per il nostro territorio, parlando anche con diversi soggetti sociali.

Pertanto il circolo necessita di un nuovo segretario e un nuovo coordinamento che dovranno guidarlo fino al prossimo congresso nazionale che facilmente si terrà a settembre 2013.

Convoco pertanto come segretario dimissionario il congresso di circolo del PD val Serina per venerdì 8 giugno. Il regolamento del congresso, con modalità della presentazione delle candidature, date, diritto di voto attivo e passivo, lo trovate sul sito del circolo a partire da domenica 27 maggio.



VENERDI' 8 GIUGNO

DALLE 20.45 ALLE 23

PRESSO LA SALA CIVICA CA’ DE RAFAEI SERINA:

CONGRESSO CIRCOLO Pd Valserina



  
ODG:

- Relazione del segretario

o Bilancio finanziario del circolo;

o Bilancio attività politiche;

- Dibattito sulla relazione del segretario e sulla politica nazionale - presentazione candidature;

- votazione e chiusura del dibattito del resp. Organizzativo provinciale Gianfranco Costelli;

- proclamazione nuovo segretario.





Andrea Tiraboschi

Segretario circolo PD Val Serina

Per contatti: 3282134298 / andreatira88@yahoo.it/ pdvalserina@yahoo.it/

Seguici su: www. circolopdvalserina.blogspot.com


Emergenza terremoto Emilia- Romagna: Campagna raccolta fondi

Bersani conquista il centro del ring


Una linea salda e un buon metodo hanno reso più forte il segretario

immagine documentoUn po’ di nervosismo nei momenti più delicati c’è stato. Ma la concertazione e il ruolo preminente dei partiti per il segretario del Pd sono due tasti molto delicati. Episodi che, comunque, non hanno distolto Pier Luigi Bersani dalla linea chiara, ferma e unitaria tra i dem che si è rivelata vincente. «Quell’articolo non sarà scritto con la mia penna – ha spiegato ieri sera Bersani – ma c’è un passo avanti importantissimo». Soprattutto per quanto riguarda il fatto che l’onere della prova in caso di un licenziamento per motivi economici ritenuto illegittimo non sarà a carico del lavoratore, ma dell’impresa. «Ora cominciamo a far lavorare il parlamento, noi siamo pronti a dare una mano seria per migliorare queste norme in maniera rapida. Ma – avverte Bersani – io non metterei davanti la questione di fiducia».
Il segretario del Pd ha lasciato la palla ai sindacati, limitandosi a un ruolo di mediazione tra questi e il governo, finché i contatti tra loro sono andati avanti.
All’indomani della chiusura infruttuosa della trattativa, Bersani ha preso in mano la situazione, nel momento che sembrava più difficile. Il 21 marzo, in prima serata davanti alle telecamere di Porta a porta, il leader dem ha piantato quei paletti che accompagneranno la posizione sua e del Pd fino al megavertice notturno di martedì a palazzo Chigi. L’esecutivo presenterà la riforma sotto forma di un decreto? «Credo che non possa esistere in natura». E il decreto non c’è stato, avendo preferito il governo la strada del disegno di legge “salvo intese”. Il premier considera il testo blindato? «Non penso che Monti possa dire al Pd prendere o lasciare. Non mi aspetto che lo faccia, è chiaro che noi votiamo quando convinti, bisogna ragionare con noi». Il presidente del consiglio, effettivamente, non ha mai dimostrato di voler presentare un pacchetto chiuso alla sua maggioranza, mantenendo un atteggiamento ben diverso da quella semplice «consultazione» concessa alle forze sociali.
Nei giorni successivi, Bersani mette a tacere anche le voci riguardo al rischio di una crisi di governo («Cerchiamo di stare belli calmi») e alle spaccature interne al Pd: «Lasciate perdere le spaccature del Pd – è l’invito del segretario ai giornalisti – che poi siete smentiti tutte le volte». Appunto: in direzione la parola d’ordine, col copyright dalemiano, è stata “libro Cuore”.
Non che tra i dem non si fossero registrate effettivamente posizioni divergenti, tra i nyetsoprattutto di Giovani turchi, Damiano e D’Antoni, da una parte, ed Enrico Letta che, dall’altra, garantiva un «ovvio sì» dei dem alla riforma in parlamento.
Come si è arrivati dunque al clima unitario (almeno stavolta, sinceramente unitario) registrato in direzione? Lo spiega Giorgio Tonini: «Un partito maturo accetta la discussione, riconoscendo la cittadinanza anche alle idee della minoranza, che possono essere anche buone idee. In passato non è stato sempre così, ma stavolta questo si è verificato. Poi Bersani è stato bravo ad aver tenuto la linea decisa da tutto il partito».
L’augurio dell’esponente di MoDem è che «questo metodo, più tolleranti nella discussione per essere più unitari nella decisione, possa ripetersi anche nel futuro, aiutando il Pd a fare un importante salto di qualità». 
Commento pubblicato su Europa del 05/04/2012

Misiani: "Tesoriere? Ormai è una parolaccia"



Intervista a Antonio Misiani di Nicola Imberti - Il Tempo


«Ormai non si può più dire che fai il tesoriere, è diventata una parolaccia». Antonio Misiani si concede una battuta commentando ciò che sta accadendo ai suoi "colleghi". Lui, deputato bergamasco del Pd, da tre anni ha il compito di vigilare sulle casse del partito. Vita difficile quella del tesoriere. «Mi chiedono in continuazione soldi - racconta - è una costante. Ricevo in media una decina di telefonate al giorno».

E dice più volte sì o no? 

«Dico parecchi no, ma le assicuro che i sì non mancano. Anche perché il compito del tesoriere è proprio quello di allocare le risorse per favorire l'attività politica del partito a livello nazionale e sul territorio».

I partiti non sono tutti uguali



immagineCaro Monti, basta con le espressioni generiche: «Non esistono i partiti, ogni partito ha una sua faccia e le sue responsabilità».
A Pierluigi Bersani non è piaciuta la battuta del premier sullo spread in aumento tra i partiti della maggioranza. Ilsegretario del Pd difende invece il diritto del governo a intervenire su tutto, «giustizia e Rai comprese». Poi sulla Tav presenta la sua proposta e striglia i sindaci del partito che si oppongono al progetto: «Non è più tempo di discutere del "se" ma del come farla».


Segretario, lo spread è sotto i 300 punti. Soddisfatto? 


«Naturalmente. Significa che l'Italia ha riacquistato credibilità».


Monti dice che ora dovrebbe diminuire anche lo spread tra i partiti. Concorda?


«Ecco, posso dire? Quella battuta non mi è proprio piaciuta».


Che cosa la irrita? 
«Non esistono "i partiti". Non siamo tutti uguali. Ogni forza politica ha una sua faccia. Noi abbiamo la nostra che non è quella di chi vuole stralciare le norme sulla corruzione o regalare le frequenze o far saltare i vertici a Palazzo Chigi».


Nell'emergenza del governo dei tecnici tutti i partiti sono grigi, no? 


«Qualcuno lo pensa ma non è così. Quando mi fermano al supermercato perché io vado al supermercato le persone si lamentano per la riforma della previdenza. Dicono "Segretario, noi andremo in pensione quattro anni dopo". Io, nel rispondere, ci metto la mia di faccia, e credo di dare così un contributo alla discesa dello spread».


Parliamo di cose concrete all'ordine del giorno: la Tav. Qual è la vostra proposta? 


«Tre premesse. Primo: c'è un inequivoco pronunciamento del governo che segue analoghe decisioni prese a livello locale, nazionale e nei trattati internazionali. Dunque la Tav si fa e su questo non si torna indietro. Secondo: la questione si sta trasformando in una battaglia ideologica e sotto quella bandiera trovano riparo posizioni inaccettabili e violente. Terzo: c'è una opposizione radicale in una parte della popolazione della valle».


Ci sono anche sindaci del Pd che vogliono tornare a discutere «se» l'opera s'ha da fare. Che cosa risponde loro? 


«Che il se non è più in discussione. Non c'è più spazio per posizioni ambigue che con la scusa del dialogo possano mettere in forse l'opera. Si può invece discutere il come».


Qual è la vostra proposta sul come?


«Le proposte non mancano. C'è un documento del sindaco di sant'Antonino, Antonio Ferrentino, che propone una via d'uscita. Anche qui ci sono tre tappe: garantire a livello locale e nazionale una politica di incentivi al trasferimento dei trasporti da gomma a ferro; studiare insieme gli aspetti dell'impatto ambientale delle opere; preoccuparsi che tutti gli impegni presi vengano rispettati. Non è che una volta fatto il buco ci si dimentica del resto».


Proponete compensazioni? 


«Smettiamola di parlare di compensazioni. C'è un piano a livello provinciale che prevede di riqualificare il territorio. Comune, Provincia e Regione Piemonte stanno convocando i sindaci della valle. Anche il governo apra su queste basi un immediato confronto».


Dovevate aderire allo sciopero di oggi della Fiom. Poi hanno aderito i comitati della Val di Susa e avete ritirato la partecipazione. Nel Pd è possibile essere No Marchionne ma non No Tav? 


«Il Pd non aderisce a scioperi. Non siamo insensibili. alla protesta della Fiom quando chiede la democrazia in fabbrica e denuncia discriminazioni inaccettabili contro i sindacati che non firmano gli accordi come a Pomigliano».


Che cosa vi divide da Landini? 


«Il giudizio tranchant sul governo Monti e la scelta No Tav. Che mi pare esuli un pò dalle piste sindacali».


Che cosa dovrebbe chiedere Monti a Marchionne? 


«Monti ha fatto molto bene a voler incontrare Marchionne. Gli italiani non sono più stupidi degli americani. Il manager ci dica unavolta per tutte dove investe per Fabbrica Italia e dia garanzie sugli stabilimenti, senza continuare a scaricare sugli altri la colpa dell'incertezza».


Cicchitto dice che Monti deve occuparsi solo di economia. Che cosa gli risponde? 


«Non ci sono governi specializzati che affrontano solo certi argomenti. La corruzione non è un tema economico? Lo dice l'Ocse, posso dirlo anche io? Vendere le frequenze tv invece di regalarle non è una scelta economica? Non accetto che si mettano limiti di questo genere all'azione di governo, come non accetto di non discutere la questione della Rai».


Anche la Rai è economia? 


«È un'azienda al 99 per cento pubblica che rischia di andarsi a schiantare. Vogliamo intervenire o vogliamo che faccia la fine dell'Alitalia? Noi vogliamo una radicale trasformazione del sistema di govemance. Proponiamo che i partiti siano fuori dalla Rai».


E se non vi ascoltano? 


«Noi non nomineremo i consiglieri nel cda».


Quanto durerà questo governo? 


«Per quel che ci riguarda questo governo durerà fino a12013. L'importante è non paralizzarlo mettendo veti come quelli di queste ore. Noi che lo sosteniamo dobbiamo lasciargli un certo grado di autonomia».


D'Alema dice che un governo Monti dopo le elezioni de1 2013 sarebbe una resa della politica. Lo pensa anche lei? 


«Penso che, finita l'emergenza, si debbatornare a una democrazia riformata, ma che funziona con due polmoni, secondo le regole dell'alternanza».


Dunque, no a un Monti bis? 


«Quello che conta è che si determini una maggioranza politica. Il tasso tecnico dei governi non è la questione principale. Prodi era un politico o un tecnico?».


A proposito di premier, nel 2013 lei si candiderà? 


«Lo statuto del Pd dice che il segretario è il candidato premier del partito. Ma io non mi appellerò certo a una norma. Per le procedure di decisione bisognerà vedere con quale legge elettorale si andrà al voto».


La stagione delle primarie è finita? Le ultime non sono state un bello spettacolo. 


«Negli ultimi due mesi si sono svolte 23 primarie in altrettanti capoluoghi e in 18 ha vinto il candidato del Pd. Non butterei via le primarie: ammetto che hanno bisogno di manutenzione».


Vicende come quella della Tav mettono in soffitta la foto di Vasto, l'alleanza Pd-IdvSel? 


«Tutti parlano di quella foto ma nessuno ricorda più il sonoro di quell'assemblea. Già allora noi dicemmo che la prospettiva è quella di un'alleanza di governo tra forze progressiste e moderate. E questo è anche oggi il nostro orizzonte».


Lo dica: è una fatica sostenere il governo tecnico? 


«E una fatica ma è necessario e noi stiamo facendo la nostra parte mettendoci la nostra faccia. Certo, il giorno che a governare fossimo noi, a quella signora del supermercato saprò forse dare risposte più convincenti». 

Nasce Circoli in rete per un social network democratico


Il PD si dota di una rete comunicativa online che permetterà un flusso informativo integrale a disposizione degli iscritti e di tutte le strutture territoriali del partito articolato in oltre 7.000 circoli diffusi in tutta Italia

L'iniziativa, presentata oggi alla stampa, ha l'ambizione di realizzare un social network aperto agli 800mila iscritti e all'oltre un milione di votanti alle primarie.

Questa rete sarà uno strumento portante per l'organizzazione del partito, ha spiegato il segretario Bersani, parlando di una innovazione per il 'partito prossimo venturo'. Il portale di servizio è “una cosa che non esiste e non ha precedenti nel paese” ha sottolineato Bersani sottolineando che “può garantire una partecipazione che non ha precedenti”.

Circoli in rete rappresenta anche un enorme database i cui dati - ha spiegato Nico Stumpo, responsabile organizzazione della segreteria Pd - sono usufruibili a livello nazionale, regionale, provinciale ma anche comunale e di circolo. Ogni iscritti, con un suo codice, potrà entrare e leggere i documenti e soprattutto comunicare e condividere le sue opinioni. In questo modo vorremmo realizzare una sorta di comunità, un social network del Partito democratico”.

Tutti i dati saranno controllati e certificati da garanti per avere un'affidabilità che permetta una posta elettronica certificata.

Oltre alla comunicazione di tipo verticale dall'alto al basso del partito e viceversa sarà possibile anche quella orizzontale tra tutti i circoli e gli iscritti. In questo modo si punta a 'capire come il partito possa migliorare i rapporti sul territorio'. In altre parole la finalità è quella di “creare una comunità, capire meglio come stare insieme e come leggere la società” realizzando una “maggiore sinergia partito-cittadino”.

Quale utilità pratica? È stato fatto l'esempio di forum per categorie omogenee, per elementi soggettivi (come tutti i nati del 1952 ai fini della riforma pensionistica) oppure per problemi comuni (insegnanti, farmacisti, ecc.). L'obiettivo ultimo è quindi la promozione di partecipazione consapevole degli iscritti e dei dirigenti ai vari livelli. “La comunicazione non è più statica ma dinamica e interattiva. 

Con Circoli in rete siamo finalmente in grado di conoscere in maniera approfondita i nostri iscritti, elettori e simpatizzanti. Di poterli raggiungere con facilità, di interagire con loro, di coinvolgerli e utilizzarli per le loro capacità e competenze. Sempre di più la politica deve essere strumento di sintesi tra i tantissimi individui che manifestano la voglia di affermare la propria soggettività esprimendo le proprie idee e pretendendo che queste siano prese in considerazione da chi è chiamato ad assumere decisioni che impattano la vita delle persone. La comunicazione integrale sarà sempre di più il campo in cui si misurerà la politica, testandone efficacia e validità.

Riforma elettorale: la proposta depositata dal PD


Il Partito Democratico è l’unica forza politica ad aver presentato formalmente la propria proposta di riforma elettorale in Parlamento. La proposta formulata dal PD basata su 8 punti. Leggi la sintesi e il testo completo della riforma presentata

Voto urna elettorale
Sintesi
La proposta formulata dal Pd prevede: 

1. Un mix per l’assegnazione dei seggi per la Camera dei Deputati, la quale avviene mediante tre diversi “canali”:
a) collegi uninominali maggioritari;
b) una quota proporzionale distribuita su base circoscrizionale;
c) una quota nazionale di compensazione;

La consulta, la legge elettorale, la posizione del PD

Referendum. Da Consulta due No ai quesiti elettorali

Dichiarate inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti l'attuale legge elettorale. Bersani: "Peccato, ora il Parlamento agisca. Da domani siamo impegnatissimi a cambiare il porcellum"

corte costituzionale
"La Corte Costituzionale - si legge nella nota di palazzo della Consulta - in data 12 gennaio 2012 ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005 numero 270 (Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica). La sentenza sara' depositata entro i termini previsti dalla legge".


"Rispettiamo pienamente la decisione della Corte Costituzionale - ha commentato il Segretario del PD Pier Luigi Bersani - leggeremo il dispositivo per farci illuminare dalle valutazioni. Ora tocca al Parlamento agire e noi da domani siamo impegnatissimi a cambiare il porcellum. Il PD ha già depositato la sua proposta di riforma e a partire da lì, naturalmente aperti al confronto, vogliamo discutere con tutte le forze politiche e il dialogo con la società".


Per il Segretario del PD "non ci possiamo tenere l'attuale legge elettorale perchè in una situazione già molto grave, finiremmo per vedere accresciuto il distacco tra cittadini e istituzioni. Chi come noi ha dato un aiuto decisivo alla raccolta di firme, non può certo gioire per la decisione della Consulta ma la rispettiamo".