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Incontro Costa Serina con Jacopo scandella

Jacopo Scandella, giovane di 25 anni, competente e bravo, che si è messo in campo per le elezioni regionali. La sua candidatura è una candidatura nata dal "basso", da un metodo di selezione non scontato che ha messo al centro il territorio montano e la sua rappresentanza. In questi tempi non è una cosa scontata e se a questo si aggiunge capacità e volontà, è una candidatura che merita supporto!


Formigoni: tempo scaduto

UN NUOVO PATTO CON I COMUNI PER FAR RIPARTIRE L'ITALIA



Su Blogdem i video degli interventi
Rivedere il Patto di stabilità, con interventi che vanno dalle modifiche dell'IMU alla richiesta di sbloccare fondi per gli investimenti. Sono alcuni dei punti di un documento che il Partito democratico ha presentato questa mattina a Milano durante un incontro che ha visto la partecipazione dei sindaci di Milano e Torino, Giuliano Pisapia e Piero Fassino, del Presidente dell'ANCI, Graziano Delrio, del responsabile degli Enti locali del PD Davide Zoggia, della Capogruppo PD a Palazzo Marino, Carmela Rozza, e del Segretario lombardo e milanese dei Democratici, Maurizio Martina e Roberto Cornelli. Un pacchetto di proposte che saranno al centro anche della riunione già calendarizzata per la prossima settimana tra Governo e ANCI.
In un documento snello, di 3 pagine, ampiamente recepito nel merito dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani, il Partito democratico chiede al Governo di cambiare il Patto di stabilità perché così com’è non garantisce una efficace azione di contenimento della spesa corrente e blocca di fatto non solo i pagamenti ma gli stessi investimenti. Senza dimenticare che la grave contrazione delle risorse per il welfare pregiudica la possibilità per i Comuni di continuare a svolgere politiche di coesione sociale e limita la capacità degli stessi di far fronte al crescente bisogno di sostegno.
Nel dettaglio, il PD chiede di lasciare che i Comuni trattengano nelle proprie casse il 70% dell'IMU (a fronte del 50% oggi previsto), di eliminare tutti i vincoli gestionali e organizzativi che limitano l’autonomia dell’amministrazione e che non hanno alcun effetto sui saldi di finanza pubblica, di ridefinire i compiti e le funzioni di controllo e di indirizzo della Corte dei Conti e di permettere, grazie ad un fondo ad hoc della Cassa Depositi e Prestiti, di sostenere l’acquisto da parte della banche dei debiti commerciali dei Comuni.
IN ALLEGATO IL DOCUMENTO PER LA REVISIONE DEL PATTO DI STABILITA'

IN LOMBARDIA SI LAVORA PER IL DOPO FORMIGONI




Un cammino lungo e non scontato per costruire un'alternativa credibile che risponda ai bisogni dei cittadini.

Le principali forze di opposizione alla Giunta regionale lombarda si sono ritrovate a Milano per un primo confronto pubblico su come creare un'alternativa politica all'attuale centrodestra, convinti che l'epoca di Roberto Formigoni sia ormai al tramonto. 
Pd, Udc, Idv, Sel e Fli hanno condivisol'analisi su quella che, dopo quasi 20 anni di presidenza della Regione, considerano la chiusura di un ciclo. Hanno constatato come il ruolo dei partiti sia cambiato nel rapporto con le esigenze dei cittadini. Ma le forze di centro e di sinistra hanno anche dovuto riconoscere che il cammino per creare un'alternativa in Lombardia sarà lungo e non scontato.
''Il confronto libero di oggi - ha spiegato Maurizio Martina, segretario regionale del Pd - non deve prefigurare alcunché''.
Secondo Martina, con il quarto mandato Formigoni sostenuto da Pdl e Lega, ''siamo di fronte alla fine di un ciclo politico, che ha avuto pregi e difetti e ha segnato un'egemonia culturale e una capacità di leadership tutt'altro che scontata ma che adesso non corrisponde più alle esigenze del territorio''. Per questo, ha concluso, ''per noi è giusto discutere e doveroso creare una alternativa'', tenendo ben presente l'esperienza delle comunali di Milano.
Un'alternativa che, per il coordinatore regionale dell'Udc Savino Pezzotta, è comunque tutta da costruire, perché semplicemente ''adesso non c'è''. ''Se partiamo con la logica che Formigoni è finito e che noi siamo l'alternativa - ha evidenziato - abbiamo già perso in partenza''. Pezzotta ha detto che ''la gente non crede più alla dimensione dei partiti, dunque c'è la necessità di capire come funzionerà la politica, non può bastare la buona volontà''.

Barboni: Il fattore famiglia è un pasticcio


La Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, dopo un lungo e travagliato iter durato nove mesi, ha approvato la legge sulla compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi sociosanitari. Tutta l’opposizione (oltre a noi, Udc, Idv e Sel) ha espresso voto contrario.

Il centrodestra afferma di aver approvato con questa legge il cosiddetto Fattore Famiglia: non è così. In realtà il minor costo dei servizi che sarà sopportato da alcune famiglie con disagio socioeconomico, sarà caricato sulle spalle delle altre famiglie lombarde. I dati regionali di cui disponiamo indicano che l’obiettivo della maggior equità nella distribuzione dei costi sociosanitari non sarà ottenuto con questa legge che, oltretutto, dovrà essere rivista fra tre mesi quando il Governo avrà approvato, come previsto dal decreto “Salva Italia”, la riforma dell’Isee, cioè dell’indicatore nazionale che determina la compartecipazione.
La legge prevede una sperimentazione di un anno (del costo di 1,5 milioni di euro), che sarà attuata presso solo 15 comuni lombardi, mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. Con questa decisione assurda, si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti, senza contare che Regione Lombardia ha commissionato uno studio di oltre 4 milioni di euro per la definizione di un nuovo modello di welfare lombardo: perché allora tutta questa fretta per approvare una legge dagli esiti dubbi? Mi viene il dubbio che sia per avere una bandiera da sventolare per l’incontro del Papa con le famiglie previsto a fine maggio…
Il testo sarà portato martedì prossimo in Consiglio, ma intanto ha visto ancora oggi in Commissione molte perplessità all’interno della stessa maggioranza, in particolare per la parte relativa alla compartecipazione nella spesa sanitaria dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In questo modo, si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente: viene da chiedersi se l’Assessorato alla Sanità ne sia al corrente; e, a parte questo, ho fortissimi dubbi che un simile provvedimento sia legittimo.
Resto convinto che sia necessario aiutare le famiglie lombarde, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale: ma questo non può essere fatto senza apporre nuove risorse, come stanno dimostrando, per altro,  altre Regioni. Va finanziato il Fondo regionale per la Non Autosufficienza!

Maurizio Martina: "Piano cave della provincia di Bergamo: subito un’audizione"



Mentre il piano cave bergamasco rischia sempre più di diventare carta straccia sono molte le aziende e le attività che rischiano di lavorare per nulla: il PD chiede subito un’audizione cui partecipino l’Assessore regionale e la Provincia insieme a costruttori, cavatori e Legambiente

Sempre più confusa e precaria, ecco come appare la situazione relativa al Piano cave della Provincia di Bergamo.
Mentre sul Piano si susseguono ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato le Amministrazioni comunali e gli operatori del settore sono in balia di eventi giudiziari che non consentono alcuna seria programmazione estrattiva e di bilancio.
Sono convinto che in questa vicenda sia indispensabile una valutazione dello stato dell’arte circa l’attuazione del Piano cave orobico, e a questo scopo mi sembra indifferibile la convocazione in tempi quanto mai rapidi di un’audizione nella Commissione consiliare Ambiente, cui siano caldamente invitati a partecipare l’Assessore regionale Raimondi, il Presidente della Provincia di Bergamo, le Associazioni di settore (ovvero cavatori e costruttori) oltre a Legambiente.
E’ del tutto evidente che non si possono tenere sulla corda né le aziende né gli Enti locali né chiunque abbia a che fare con le cave: da un giorno all’altro una sentenza di tribunale potrebbe ribaltare completamente il senso del Piano cave della Provincia di Bergamo con il rischio concreto che esso diventi carta straccia mentre in contemporanea si è già messa in moto tutta una serie di attività e aziende che, a loro volta, corrono il pericolo di vedere inficiato il proprio lavoro.

Gli scandali nel ventennio Formigoniano in Lombardia. Oggi nuovo capitolo


 




ORA FORMIGONI DIRA' CHE VA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA O CI SARANNO DELLE CONSEGUENZE?

Presunzione di innocenza sul lato giudiziario fino a prova contraria, si sono verificati già più volte degli errori, ma dal lato politico ormai non è più ammissibile un silenzio da parte del principale esponente del PDL, presidente della regione, dopo numerosi arresti che hanno coinvolto suoi assessori o ex assessori come Ponzoni.