Ichino: "Il Pd parli a tutto il mondo del lavoro, non a metà"

Il PD deve combattere "l'apartheid nel mondo produttivo" tra assunti a tempo indetermianto e precati, deve pensare ai 'paria' del lavoro "che sono quelli che se c'è da fare tardi la sera devono trattenersi perchè se non rischiano il posto, ma poi non hanno gli stessi diritti degli altri. A questi- dice il senatore- non si può proporresolo una 'graduale introduzione di una base dei diritti di cittadinanza'"

"Un partito del lavoro - afferma Ichino - non può parlare solo a metá della forza lavoro dipendente così come non può parlare solo a metá del mondo sindacale". Il senatore racconta che l'ex sindacalista Sergio D'Antoni gli ha dato ragione ma gli ha dato del giacobino. "Forse è così - ha concluso - ma ragioniamo su un diritto del lavoro nuovo, sostenibile ma applicabile a tutti".

il discorso della presidente Bindi

Rosy Bindi: “Mettiamo cuore e testa nel nostro progetto"

Oggi l’Assemblea Nazionale del Pd si apre nel segno del cordoglio per la morte dei due soldati caduti in un vile agguato. L’impegno dell’Italia nella missione in Afghanistan è un dovere necessario per costruire la democrazia in un Paese che non ce l’ha. Così Rosy Bindi ha inaugurato i lavori della seconda Assemblea nazionale.

La Presidente del Pd, ha voluto ricordare che l’Assemblea Nazionale è il massimo organo del partito, nel quale si assumono le scelte più importanti e fondanti del partito stesso. In modo tale si può praticare l’idea di un Partito aperto plurale e democratico. Le elaborazioni che saranno frutto del lavoro delle Commissioni verranno affidate alla discussione e al confronto aperto nei Circoli, nelle Piazze e nelle Feste Democratiche.

“E’ importante che si chieda e si pratichi un cambio di passo. Il Pd non è un soggetto in cerca d’autore e noi vogliamo salvaguardare il suo pluralismo interno. Ciascuno di noi è necessario che abbandoni tacite nostalgie e metta cuore, gambe e braccia in questo progetto”, ha dichiarato la Bindi. “Dobbiamo fare una nostra una frase latina che dice qui stiamo benissimo è il posto giusto per noi. Il luogo in cui preparare insieme giorni migliori per l’Italia”.

Per Rosy Bindi il tema fondamentale è legato alla necessità di restituire di dignità alla politica stessa, con proposte e fatti concreti per smascherare la favola cinica che recita: “Così fan tutti”, a giustificazione di chi fa politica con l’unico scopo di piegare le istituzioni ai propri interessi. Ci troviamo davanti a chi scarica i costi della politica sulla collettività e poi si tutela con una legge ad hoc sulle intercettazioni.

La Presidente democratica dunque ha ribadito come la questione morale per il Pd, venga prima di tutto, perché “restituisce agli italiani stessi un valore di cittadini”.

La crisi economica “non può essere negata e minimizzata” ha sottolineato con convinzione. “Dobbiamo ripartire dalle famiglie, che vedono ormai ridotti i propri diritti, dai lavoratori, dai precari, perché il modello di denaro che produce denaro premia la rendita e la speculazione fiscale”.

Parlando poi del ruolo che deve avere il Partito nei confronti del Paese, ha dichiarato: “Il Pd ha il dovere di riproporsi come modello per la crescita dell’Italia e dell’Europa. Solo con e nell’Europa possiamo guidare fenomeni interni di crisi, e la Grecia ne è un esempio”.

L'intervento della Presidente del Pd si è concluso con i saluti da parte di tutta l’Assemblea ad un grande uomo italiano ed europeo: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

*****


Il discorso di Bersani all'assemblea nazionale

Mettiamoci all'altezza delle nostre responsabilità

Cari amici e compagni,

la domanda centrale per me è una sola. Sappiamo metterci all’altezza del nostro compito? Sappiamo metterci in sintonia con i problemi del nostro Paese e organizzarne la riscossa?

Per quante sfumature possiamo usare per interpretare le recenti elezioni regionali, il fatto incontrovertibile è che non siamo ancora riusciti ad interpretare il disagio e l’inquietudine profondi che il paese vive e che si esprimono piuttosto in disamoramento o in radicalizzazione impotente.

Pd Info - 14 maggio 2010

Pd Info - 14 maggio 2010
 
Cari Circoli,
 
tutti conosciamo “in presa diretta” quali siano le gravi difficoltà finanziarie in cui si dibattono i nostri Comuni. A pensarci bene è un assurdo: mai era stata così forte una rappresentanza politica come quella leghista, che ama definire se stessa come “baluardo” degli interessi del nord, mai la truppa di Ministri, Viceministri e Sottosegretari provenienti dai nostri territori era stata così numerosa, eppure mai come oggi le casse dei nostri municipi erano state così vuote né mai erano state tanto misere le risorse date alla Lombardia. Così le Amministrazioni comunali si trovano a fare i conti con un impressionante numero di promesse rimangiate. La realtà è diversa da quella che Pdl e Lega cercano di dipingere, e certo a tutti verrà in mente la bufala dell’ICI: il Governo Prodi l’aveva già tolta per il 40% di famiglie con reddito basso ma Berlusconi aveva poi (potenza delle campagne elettorali) deciso di levarla indiscriminatamente promettendo di restituire ai Comuni il denaro che sarebbe mancato all’appello. Promessa dimenticata evidentemente, al punto che le Amministrazioni comunali (tutte, a destra come a sinistra) sono ancora in attesa di rivedere molti dei fondi che un tempo entravano con l’ICI. Quindi i cittadini della nostra Regione hanno versato senza che sia poi ritornato alle comunità locali quanto dovuto.

Pd Info - 21 maggio 2010

Pd Info - 21 maggio 2010
 
Cari Circoli,
 
nell’incontro con Pierluigi Bersani di lunedì scorso la morsa in cui sono stretti i Comuni è emersa in tutta la sua drammatica consistenza. Quando si cominciano a snocciolare i numeri la situazione appare persino grottesca: il governo vuole trasferire agli Enti Locali immobili statali per quasi 4 miliardi di euro? Bene, ma come faranno Province e Comuni a farsi carico delle spese di manutenzione dato che il patto di stabilità impedisce tanto di alienarli quanto di investirci? Le nostre proposte di investire nelle opere comunali, anche per dare respiro alle piccole e medie imprese, sono sempre cadute nel vuoto davanti a un Governo sordo e cieco, e oggi ci troviamo davanti a una manovra che sarà pesante; a Roma sono davvero sicuri che non ci siano né i margini né l’opportunità per rivedere il patto? La verità è che c’è un enorme bisogno, nel Paese come in Lombardia, di fare chiarezza, ed è in questo contesto che il nostro partito propone la legge di iniziativa popolare con cui chiediamo l'attuazione del federalismo fiscale e la modifica di obiettivi e regole del patto di stabilità così da premiare i Comuni virtuosi e sostenere quelli più piccoli, perché è necessario togliere il tema delle autonomie dallo scaffale delle battaglie ideologiche in cui la Lega lo ha relegato.
 

Università, via i baroni largo ai giovani.

Al via la protesta in tutta Italia contro i tagli e la nuova riforma Gelmini all’esame in Senato. Il PD propone la pensione anticipata a 65 anni per assumere migliaia di ricercatori. Carrozza: "Serve uno shock generazionale"

immagine documento
Oggi su La Stampa Carlo Bertini racconta le proteste in corso contro la riforma univeristaria e riporta le proposte del PD. Flavia Amabile ha intervistato Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Università, saperi e Ricreca del Pd e direttore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Riportiamo i due articoli.



Mandare in pensione i baroni universitari a 65 anni e non a 72, tenendo in attività solo le «eccellenze» del sapere nazionale con contratti ancorati a ricerche in corso, per fare spazio ai «giovani» ricercatori che troppo spesso entrano in ruolo a 40 e passa.