INCHIESTA BREBEMI: CHI NON AVEVA MAI VISTO UNA COPPOLA?
Chiediamo al Presidente del Consiglio Provinciale, Roberto Magri, di convocare subito le commissioni congiunte e al Presidente Pirovano di venire a riferire su quanto successo e cosa la Provincia intende fare a seguito del sequestro di documenti operato dai Carabinieri presso gli uffici del settore ambiente nell'ambito dell'inchiesta sulla Brebemi e sulle autorizzazioni rilasciate per il trattamento di rifiuti nell'impianto-discarica di Calcinate.
Nessuno può permettersi di minimizzare l'accaduto.
Chiediamo che venga fatta chiarezza subito, che ci si adoperi perché le responsabilità vengano accertate e che l'intera vicenda non pregiudichi un'opera essenziale per il territorio bergamasco.
L'inchiesta in corso deve inoltre spingere chi ha cuore le Istituzioni a lanciare un forte messaggio di attenzione, anche culturale, a tutti i cittadini bergamaschi.
E' per questo che da mesi chiediamo con forza al Presidente del Consiglio Provinciale di indire al più presto un incontro aperto tra i consiglieri e le forze della società civile impegnate nella lotta alla criminalità organizzata, coinvolgendo tutte le forze economiche, sociali e sindacali che svolgono un importante ruolo di presidio.
Ci aspettiamo che tutte le forze politiche presenti in Consiglio lavorino fattivamente per questa proposta abbandonando la posizione di chi (vedi Pirovano) solo pochi mesi fa dichiarava: "La mafia a Bergamo? Non ho mai visto una coppola".
Partito Democratico – gruppo consigliare provinciale
Scuola media italiana 'bocciata'
Scuola media italiana 'bocciata'
"Drammatici i dati della fondazione Agnelli, ripartire da autonomia e lotta alla dispersione": dichiarazione di Francesca Puglisi, Responsabile Scuola Segreteria PD
E' vero che, come denuncia il rapporto della Fondazione Agnelli, la drammatica dispersione scolastica che -come ci chiede l'Europa - dobbiamo dimezzare entro il 2020, inizia nella scuola dei preadolescenti.
Quelle teste così veloci, i cosiddetti nativi digitali, che dimostrano bisogni sempre più precoci, che a casa navigano in rete, troppo spesso sono costretti a vivere e a studiare in una scuola che assomiglia a una cartolina dell'800 fatta di cattedre, banchi e lunghe ore di lezione frontale.
La vera riforma epocale che serviva alla scuola italiana l'abbiamo già fatta e si chiama "autonomia scolastica", che ha bisogno di risorse economiche e umane stabili per poter progettare insieme agli insegnanti, ai dirigenti scolastici le innovazioni didattiche che servono per catturare quelle teste così veloci. Scuole aperte il pomeriggio, come propone la fondazione, e' anche una delle nostre proposte.
I nostri figli devono poter fare a scuola tutto ciò che oggi a scuola non si può fare: studiare da soli o in compagnia, trovare i libri che a volte a casa non hanno, i computer per fare le ricerche, i laboratori per unire al sapere il saper fare, ma anche fare musica e sport. E' l'idea di una scuola moderna che può nascere dal basso, diffondendo le buone pratiche didattiche che in alcune scuole autonome c'è già. Servono certamente investimenti nelle infrastrutture tecnologiche per le scuole e nella formazione in servizio degli insegnanti. Lotta all'evasione fiscale e tassa patrimoniale devono servire anche a questo.
Quelle teste così veloci, i cosiddetti nativi digitali, che dimostrano bisogni sempre più precoci, che a casa navigano in rete, troppo spesso sono costretti a vivere e a studiare in una scuola che assomiglia a una cartolina dell'800 fatta di cattedre, banchi e lunghe ore di lezione frontale.
La vera riforma epocale che serviva alla scuola italiana l'abbiamo già fatta e si chiama "autonomia scolastica", che ha bisogno di risorse economiche e umane stabili per poter progettare insieme agli insegnanti, ai dirigenti scolastici le innovazioni didattiche che servono per catturare quelle teste così veloci. Scuole aperte il pomeriggio, come propone la fondazione, e' anche una delle nostre proposte.
I nostri figli devono poter fare a scuola tutto ciò che oggi a scuola non si può fare: studiare da soli o in compagnia, trovare i libri che a volte a casa non hanno, i computer per fare le ricerche, i laboratori per unire al sapere il saper fare, ma anche fare musica e sport. E' l'idea di una scuola moderna che può nascere dal basso, diffondendo le buone pratiche didattiche che in alcune scuole autonome c'è già. Servono certamente investimenti nelle infrastrutture tecnologiche per le scuole e nella formazione in servizio degli insegnanti. Lotta all'evasione fiscale e tassa patrimoniale devono servire anche a questo.
Carmassi: togliere i libri alle donne o togliere la penna a sedicenti giornalisti?
Cecilia Carmassi risponde alla provocazione del giornalista di Libero che sostiene la tesi secondo cui ci sarebbe uno stretto legame tra scolarizzazione delle donne e declino demografico.
Qualcuno dice già che è assurdo parlarne. Ma l'articolo di Langone sulla natalità (Libero del 30 novembre) merita qualche breve risposta. E non solo per la superficialità con cui tratta il tema natalità e lo stravolgimento dei dati della realtà: soprattutto per un approccio maschilista, che speravamo superato, ma con cui evidentemente dobbiamo ancora fare i conti. Innanzitutto i dati. Langone sembra ignorare quelli, riportati da tutte le statistiche, secondo cui in Italia si fanno meno figli ma, a differenza della Germania ogni coppia desidererebbe avere almeno un figlio in più di quello che ha.
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