Equità e Manovra - MARTINA (PD): “NIENTE TICKET SUI FARMACI E SUPERTICKET SOTTO I 30MILA EURO”
COMUNICATO STAMPA Ripartire dal principio della progressività per garantire ai ceti bassi e medio bassi meno aggravi nella compartecipazione alla spesa sanitaria. E’ questa la proposta che il gruppo consiliare del Pd lancerà domani con un ordine del giorno al bilancio, chiedendo un confronto serrato alla maggioranza. Il Partito Democratico ritiene infatti che in Lombardia il peso della compartecipazione sanitaria sia sbilanciato sulle fasce di reddito basse e medio basse della popolazione e lo sosterrà in Aula chiedendo che la Giunta si impegni a prevedere l’esenzione dal pagamento dei ticket sui farmaci e del superticket sull’attività diagnostica ed ambulatoriale per i cittadini lombardi con un reddito familiare 2011 non superiore a 30mila euro e a introdurre criteri di progressività nella compartecipazione alla spesa sanitaria per i redditi che superano tale soglia.
“E’ una priorità sulla quale stiamo investendo per cercare di cambiare il modello lombardo – ha spiegato il segretario regionale del Pd Maurizio Martina - . Vogliamo che la maggioranza che governa questa Regione non si sottragga a un confronto nel merito perché oggi abbiamo la possibilità di agire dentro quello spazio che le regioni hanno all’interno della manovra nazionale. E il Pirellone ha dunque il compito di rendere più eque le scelte articolando il principio della progressività. Alcune regioni lo hanno fatto sulle prestazioni sanitarie, altre sull’addizionale Irpef. Regione Lombardia non ha sinora fatto né l’una né l’altra cosa imponendo iniqui balzelli ugualmente distribuiti sui ricchi e sui poveri”.
Solo in Lombardia, tra le sette Regioni con i conti in ordine, cioè non obbligate dal governo ad onerosi piani di rientro dal deficit accumulato, tutte le voci della compartecipazione gravano anche sui redditi minori. E, anche per quanto riguarda l’addizionale regionale Irpef, occorre ricordare che la Lombardia ha scelto già dal 2003 di applicare le maggiorazioni fino alla quota massima dell’1,4%, che a partire dal 2012 sarà del 1,73%, poiché la Regione ha deciso di incrementare tutte le fasce di reddito dopo l’aumento deciso in finanziaria nazionale dello 0,33%.
Adesso è possibile fare la Maastricht della politica di Antonio Misiani
In una fase di sacrifici chi è eletto nelle istituzioni deve essere in prima fila nel dare l'esempio, eliminando ad ogni livello prebende e privilegi non più sopportabili - L'Unità
L'allineamento del trattamento economico dei parlamentari italiani al livello europeo va esattamente in questa direzione. Deve essere attuato senza inseguire l'antipolitica, basandosi sui dai dati reali e ricordando che non si parte da zero. Negli anni più recenti il Parlamento è intervenuto più volte per ridimensionare il trattamento economico dei deputati e dei senatori: dal 2006 l'indennità è stata ridotta del 10%; dal 2007 è congelato ogni adeguamento; dal 1° gennaio 2011 sono stati tagliati diaria e rimborsi (12 mila euro in meno all'anno); dal 1° novembre 2011 i parlamentari pagano un contributo di solidarietà pari al 10% per la parte eccedente i 90 mila euro di reddito imponibile (5 mila euro di tasse in più all'anno).
LEGA SENZA VERGOGNA.
"Avete guidato la macchina per otto anni e l'avete parcheggiata dove siamo adesso, e cioè ampiamente nei guai"
"Noi non abbiamo mai taciuto negli ultimi due anni le nostre preoccupazioni, la nostra analisi della crisi, i rischi che incombevano sul Paese e i problemi, quando non si affrontano e quando li si nega, si aggravano e le medicine, a quel punto, diventano più pesanti. Questo lo sappiamo e questo lo vediamo. A questo proposito, colleghi leghisti, cosa dire? Non c'è nessuna esibizione e nessuna vostra critica che possa far dimenticare una cosa semplice e chiara: ve la state prendendo violentemente con chi è qui da otto giorni, ma voi avete guidato la macchina per otto anni e l'avete parcheggiata dove siamo adesso, e cioè ampiamente nei guai. O volete farci credere che venite dalla Padania di Marte?
Basta demagogie, basta demagogie, dobbiamo dare prospettive all'Italia e alle nuove generazioni, e c'è un lavoro duro da fare, e non lo diciamo da oggi, l'abbiamo detto anche al vecchio Governo. Non vi tremi il polso, ed a questo Governo abbiamo chiesto coraggio e equità, e assieme all'equità abbiamo chiesto un'attenzione al problema della recessione a all'esigenza di dare qualche stimolo al lavoro e alle attività economiche." Pierluigi Bersani
Basta demagogie, basta demagogie, dobbiamo dare prospettive all'Italia e alle nuove generazioni, e c'è un lavoro duro da fare, e non lo diciamo da oggi, l'abbiamo detto anche al vecchio Governo. Non vi tremi il polso, ed a questo Governo abbiamo chiesto coraggio e equità, e assieme all'equità abbiamo chiesto un'attenzione al problema della recessione a all'esigenza di dare qualche stimolo al lavoro e alle attività economiche." Pierluigi Bersani
"La dimensione politica della Lega: mentre ci sono partiti come il Pd che si battono nelle aule parlamentari per aiutare precari, pensionati e famiglie, gli uomini di Bossi preferiscono sottrarre alla giustizia Nicola Cosentino". Davide Zoggia
"La Lega sta cercando di rifarsi una verginità, sta cercando di far dimenticare che fino a un mese fa governava questo Paese, che l'ha governato come forza politica per il periodo più lungo negli ultimi 15 anni, perché ha governato col centrodestra e partecipato a governi di altra collocazione". Anna Finocchiaro
la Lega ha votato per il mantenimento del doppio incarico sindaco-senatore, nella giunta per le elezioni del Senato. Mentre alla Camera, il Carroccio si è espresso, insieme alla vecchia maggioranza, per il rinvio del giudizio su Cosentino.
Il Patto progressista per l'Europa
Il futuro dell'Europa con Bersani e Hollande
"L'Italia non manderà a fondo l'Europa
ma l'Europa di Sarkozy e Merkel non mandi a fondo tutti"
Bersani: “Il problema dell’Italia non è licenziare, ma far lavorare le persone"
La riforma del lavoro serve, ma per ridurre la precarietà ed aumentare la produttività
"La riforma del mercato del lavoro ci vuole ma oggi il problema dell'Italia non è buttar fuori la gente, il problema è come si entra nel mondo del lavoro, come si crea lavoro, come si rende il lavoro meno precario, servono ammortizzatori sociali moderni, perciò bisogna partire da lì e poi fare la sintesi, non discutendo sui giornali. Il governo e le forze sociali si parlino". Questa la posizione del PD, chiarita dal Segretario nazionale Pier Luigi Bersani.
Riguardo la discussione sull'articolo 18, Bersani ha spiegato: "Nel PD la sintesi c'è, è nei documenti approvati in Assemblea, se nel PD si discute, non significa che ci si divida, questa tesi è destituita di fondamento. Il PD quando è ora c'è ed è solido".
La strada maestra è dunque quella del dialogo. “La querelle sull'articolo 18 è un falso problema”, come dice anche il presidente del Consiglio Mario Monti.
Pier Luigi Bersani ai microfoni del Tg1. Intervista a cura di Natalia Augias
Riguardo la discussione sull'articolo 18, Bersani ha spiegato: "Nel PD la sintesi c'è, è nei documenti approvati in Assemblea, se nel PD si discute, non significa che ci si divida, questa tesi è destituita di fondamento. Il PD quando è ora c'è ed è solido".
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