Bilanci certificati e trasparenti: il Pd li ha, e gli altri?

La trasparenza non è uno slogan, abbiamo scritto nelle pagine Internet in cui abbiamo messo online i conti del Pd. Oggi è una questione vitale, se vogliamo che i partiti riconquistino la fiducia e il rispetto dei cittadini. 
Antonio Misiani - L'Unità

L'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il senatore Luigi Lusi, tesorierenazionale della Margherita, mette in luce con crudezza alcuni nodi politici che vanno affrontati a viso aperto. Prima di parlarne credo che sia necessario chiarire che l'altra sera, nella sua performance, Maurizio Crozza, apprezzato da un vasto pubblico (tra cui il sottoscritto), ha lasciato intendere e detto cose sbagliate. È satira, ma c'è il rischio che per far ridere si incida nelle convinzioni di molte persone. Alcune cose vanno dunque precisate. 

Misiani: "La mia idea di road map federale"


I progressi nel cammino verso il compimento del federalismo

Intervista di Claudio Stellari ad Antonio Misiani - Autonomie e Comunità


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Parliamo di federalismo fiscale: quale lo stato dell'arte?
La bicamerale ha varato una serie di provvedimenti che delineano l’architettura del nuovo ordinamento finanziario di Comuni, Province e Regioni. Dal punto di vista dei decreti legislativi che andavano discussi e votati, lo stato dell’arte è dunque quello di una riforma giunta a buon punto. Ma il punto di fondo è che il più generale processo di risanamento della finanza pubblica negli ultimi anni si è scaricato duramente sul comparto degli enti territoriali. Le manovre del 2010-2011, complessivamente, hanno attuato una correzione dei conti pubblici per 105 miliardi di euro, uno sforzo mai visto nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi. Ma di questi, ben 21 miliardi - una cifra enorme - sono ricaduti sugli enti locali attraverso tagli dei trasferimenti e riorganizzazione del sistema impositivo, inasprimento del patto interno di stabilità. Il risultato è che,nonostante gli elementi positivi introdotti dal federalismo fiscale, adesso Comuni, Province e Regioni si trovano in enorme difficoltà come mai nella storia recente.

Quali gli aspetti positivi?
Gli enti locali hanno recuperato autonomia impositiva dopo anni di blocco totale delle aliquote; oggi i Comuni possono manovrare l’imposta municipale, l’addizionale irpef e lo stesso vale per le Regioni. Inoltre, dal 2013 cambierà il regime della tassa sui rifiuti con la nuova Tares (tassa comunale sui rifiuti e servizi, ndr). Insomma, sul versante dei tributi vi è stato un processo di riorganizzazione che ha restituito spazi di autonomia a Sindaci e presidenti di Province e Regioni, che prima avevano le mani legate. Ritengo anche positivo che si sia avviato il percorso di superamento della spesa storica con i decreti sui fabbisogni standard degli enti locali e delle Regioni.

C'è forse un "però”?
Il “però” è che queste riforme sono a metà del guado, perché i decreti prevedevano numerosissimi provvedimenti attuativi che finora non sono stati emanati. Ulteriore e non meno importante fattore è che dette riforme si sono scontrate con la realtà di una finanza pubblica in cui un quinto della correzione dei conti pubblici sono stati scaricati sugli enti locali i quali, lo ricordo, sono responsabili solo di un quindicesimo del debito pubblico e solamente di un nono del deficit.Abbiamo caricato uno sforzo sproporzionato di correzione dei conti pubblici su Comuni, Province e Regioni, mentre in questi anni l’aumento del debito pubblico si è registrato quasi esclusivamente nelle amministrazioni centrali e negli enti di previdenza.
Lo stesso dicasi per l’extradeficit. Nonostante ciò, un quinto della manovra è stata caricata sugli enti locali. È un dato di fatto.

Può la perequazione risolvere il divario esistente?
Il nodo del riequilibrio prima e della perequazione poi è uno dei punti su cui questa contraddizione tra le ambizioni della riforma e la realtà delle manovre finanziarie emerge con grande forza. Il tema del riequilibrio, come posto nella riforma, fondamentalmente è giusto. Salvo poi scoprire che le manovre hanno tolto miliardi di euro ai fondi destinati proprio al riequilibrio e alla perequazione per cui il rischio è che i principi e gli obiettivi scritti nelle leggi rimangano sulla carta e che quindi si allarghino i divari tra gli enti più ricchi e quelli meno.

Cosa si può fare, allora?
Bisogna subito lavorare ai decreti correttivi del Federalismo fiscale: uno degli aspetti più discutibili della manovra Monti è questa compartecipazione statale pari al 50% del gettito dell’imposta municipale.
Normalmente sono gli enti territoriali che compartecipano al gettito dei tributi erariali mentre qui si introduce il principio opposto - oggettivamente è anomalo - tale per cui lo Stato trattiene metà dell’imposta.

Resta l'incognita sul grande tema del patto di stabilità
Il governo Monti ha scritto nella manovra che vuole cambiarlo. Lo aspettiamo nei fatti. Nel frattempo, per quanto riguarda gli enti locali il Pd lavorerà per migliorare i contenuti della politica economica. Monti pone ora l’obiettivo della crescita, la cosiddetta “fase due”. Ma la crescita non può venire solo dalle liberalizzazioni: i Comuni, ad esempio, hanno risorse in cassa che non possono immettere nel circuito dell’economia a causa dei vincoli del Patto di stabilità. Questo problema va affrontato perché sta mettendo in grande difficoltà i Comuni stessi e strangolando quelle imprese che hanno già lavorato per i municipi e che ora sono in arretrato e in attesa di essere pagate, col paradosso che questi soldi in cassa magari ci sono. Questo nodo lo vogliamo affrontare? Secondo me è importante per fare ripartire losviluppo del Paese.
Insomma, come vogliamo considerare gli enti locali in una possibile nuova stagione di crescita del Paese? Protagonisti o comprimari? Sugli investimenti pubblici si può fare molto di più, riattivando il ciclo degli investimenti delle piccole opere, quelle delle realtà locali, piuttosto che le grandi opere che vanno sui telegiornali ma poi restano sulla carta.

Quando vedremo pienamente compiuto il federalismo tout court?
Lo stesso federalismo fiscale avrà bisogno ancora di molti anni prima di essere a regime. Al federalismo puro si arriverà solo quando sarà completata la riforma costituzionale. Legautonomie ha posto con grande forza - e ha fatto bene a farlo - la questione del Senato federale: non c’è Stato federale che non preveda una delle due camere rappresentativa delle autonomie territoriali. Il superamento del bicameralismo, così inteso, dev’essere uno dei primi punti dell’agenda della riforma della politica, pur sapendo che la riforma del 2000-2001 ha già compiuto grandi passi in avanti perché ha spostato molti poteri dal centro agli enti territoriali. Manca ancora questo tassello per un approdo compiuto al federalismo, per completare cioè quel processo di modernizzazione dell’assetto istituzionale che l’Italia ha avviato tanti anni fa e che ora è maturo per essere completato.

La scomparsa di Scalfaro. Bersani: "Non abbandoneremo le sue battaglie"



L'ultimo saluto a Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro
I funerali del Presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, scomparso nella notte del 29 gennaio, si sono svolti in forma privata in Santa Maria in Trastevere. 
Molte le visite delle autorità dello Stato e i cittadini che hanno reso omaggio a Scalfaro nella camera ardente allestita nella chiesa di Sant'Egidio.

Difendere, accelerare, rinforzare

La linea del PD sulle Liberalizzazioni
maratona
La battaglia delle liberalizzazioni
In Parlamento arriva il decreto del Governo. Il PD difende e punta ad ampliare in molti settori

Dopo l’approvazione del mille proroghe arriva in Parlamento il decreto sulle liberalizzazioni. Il Pd difende il decreto e prepara l’offensiva per rafforzare le liberalizzazioni. Ecco la sintesi informativa redatta a cura dell’Ufficio Stampa, con l’aiuto del dipartimento economia e dei gruppi parlamentati del Pd. 

Relazione della nostra rappresentante in assemblea regionale Jenni Grazioli

PD assemblea regionale 14-01 2012

Breve relazione di alcuni interventi in assemblea.
Purtroppo non ho potuto seguirla tutta.quando sono arrivata stava parlando il parlamentare europeo inglese,del gruppo socialdemocratico,che argomentava le stesse cose che il Partito Democratico dice da tempo a proposito dell'uscente presidente del consiglio,ed esprimeva consenso per il lavoro che sta svolgendo il nuovo governo.Di seguito ha parlato il nostro rapppresentante europeo David Sassoli che con spirito appassionato, prima ha espresso l'umiliazione che hanno dovuto sopportare per ben tre anni,a causa del precedente governo, ricordando come nello stesso periodo dell'anno scorso, si discuteva della vicenda Ruby,ora di tutt'altro, per fortuna si è voltato pagina.Questa destra ottusa, dice ancora, ha impoverito il paese e a proposito della tassa sulle transazioni finanziarie, alla fine riguarderebbe solo le società finanziarie(anche quelle di Berlusconi, ecco perchè mai fatte). Ha parlato della crisi petrolifera degli anni settanta,per ricordare come si è iniziato a proporre i primi G 7 con gli stati economici più forti del mondo, purtroppo ora se ci fosse un G8, ci sarebbe nessuno degli stati europei,nemmeno la Germania, davanti a noi ci sono la Cina, l'India il Brasile la Corea e altri. Per questo e per altri ovvi motivi abbiamo bisogno degli Stati Uniti d'Europa,con una legislatura europea, non solo per difendere i bilanci, per proteggere i nostri interessi, ma anche i nostri diritti.

Nel pomeriggio ci sono stati brevi i interventi di sindaci e presidenti di associazioni, per rimarcare le cose che non vanno bene a livello economico e sociale, purtroppo sempre le stesse cose che conosciamo tutti. In seguito è intervenuto Fassino sindaco do Torino, applauditissimo, ha iniziato parlando di quello che ha fatto il precedente governo a proposito dei tagli statali per snellire la macchina statale ,niente di tutto ciò, solo impoverimento a livello locale, per mancati trasferimenti statali. Ha riferito un po di numeri: il bilancio statale centrale pesa sulla spesa pubblica per il 55% compreso i dipendenti pubblici e macchina statale, non hanno tagliato niente a livello centrale , solo parole, le regioni hanno subito un taglioper il 55%dei trasferimenti,le province e i comuni un taglio del 40% alla faccia del federalismo sbandierato, hanno uno strano modo di pensare il federalismo:tagliare a livello regionale e locale, ma niente a livello centrale.Complimenti al Pdl e alla Lega.

Jenny