Bersani: in Tunisia per capire e aiutare




  • Intervista al segretario del Pd in partenza per il Paese della rivoluzione dei gelsomini. Di Gabriella Radano
    In partenza per la Tunisia, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, racconta i principali obiettivi del suo viaggio fra cui: rinsaldare i rapporti con le forze politiche che hanno dato luogo all'Assemblea Costituente e testimoniare che c'è una parte d'Italia interessata a quel che accade in Tunisia

Bersani: per fare la legge elettorale bisogna parlarsi



  • Pier Luigi Bersani alla trasmissione Otto e mezzo
    Il segretario del Pd spiega i termini dell'incontro che i rappresentanti del Pd hanno avuto con i rappresentati del PdL sulla legge elettorale.

Bersani a La7 il 07/02












IL LINK : http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50251706

"Dal 2013 basta governissimi nuovo premier e coalizione diversa"


"Dal 2013 basta governissimi nuovo premier e coalizione diversa"


Parla il segretario del Pd Bersani. "Staccare la spina? Semmai attaccarla meglio. Lasciando passare uno strappo dopo l'altro rischiamo il cortocircuito. Sull'articolo 18 serve un'intesa, troppe battute dai ministri"

ROMA - Pier Luigi Bersani non vuole staccare la spina al governo Monti. "Semmai attaccarla meglio. Non vorrei che lasciando passare uno strappo dopo l'altro ci trovassimo in una situazione complicata e ci fosse un cortocircuito". Lo preoccupa la nascita di un "nuovo sport. Quello per cui dietro la copertura di un formale sostegno all'esecutivo ci sia la convergenza tra chi insulta Monti come la Lega o Scilipoti e il Pdl. Questa è una presa in giro".

E se le prese in giro continuano?
"Ribadiamo a tutti gli interlocutori la nostra scelta di appoggiare un governo che abbiamo voluto in nome dell'Italia prima di tutto. Anzi, anticipo il nostro nuovo slogan: Italia bene comune. Non pretendiamo che assuma il 100 per cento delle nostre proposte. Ma il punto è non aprire un fossato tra l'esecutivo e l'opinione pubblica. Se passa l'idea che si può allungare l'età pensionabile di un infermiere di 4 anni ma non si possono toccare notai, banche e titolari di farmacie si crea un problema serio. Lo dico per dare forza al governo non per indebolirlo. Stia attento alle trappole".

Franceschini: "Basta maggioranze variabili niente forzature sull'articolo 18 serve il consenso dei sindacati"


«Innanzitutto, mostra il rischio davvero grosso che quando le forze politiche non trovano tra loro un'intesa, Lega e Pdl tornano a votare insieme e sono maggioranza in Parlamento. Né ci si può affidare a una logica di maggioranze variabili e imprevedibili».

Intervista a Dario Franceschini di Giovanna Casadio - La Repubblica

Su giustizia, articolo 18e mercato del lavoro, il Pd è in allarme, onorevole Franceschini? 

«Noi Democratici abbiamo cercato e voluto il governo Monti, al contrario del Pdl che l'ha subito. Sapevamo che non sarebbe stato un cammino semplice, perché un esperimento totalmente inedito, reso possibile dall'emergenza e dalla gravità della crisi, cioè di avversari politici che si sono scontrati duramente e che torneranno a scontrarsi alle elezioni, e che intanto sostengono lo stesso governo è inevitabilmente difficile. Però il Pd appoggia Monti pienamente, sapendo che il lavoro è appena iniziato».

Tuttavia il segretario Bersani lancia l'offensiva e avverte che i Democratici non sono disposti a farsi prendere in giro. 

«Il voto a Montecitorio sulla responsabilità dei giudici è stato gravissimo. Innanzitutto, mostra il rischio davvero grosso che quando le forze politiche non trovano tra loro un'intesa, Lega e Pdl tornano a votare insieme e sono maggioranza in Parlamento. Né ci si può affidare a una logica di maggioranze variabili e imprevedibili. A Monti abbiamo chiesto un suo impegno diretto per trovare una soluzione su quei "nodi" su cui è prevedibile uno scontro tra le forze politiche. Ferma restando la nostra lealtà».

Anche se il governo modifica l'articolo 18 sarete leali a tutti i costi? 

«Non penso che il problema si porrà. Il ministro Fornero ha detto ci sarà un percorso di concertazione con le parti sociali, sindacato in primo luogo. Non mi riferisco solo al confronto, che è dovuto, ma al testo che giungerà in Parlamento e che dovrà avere il consenso delle parti sociali, indispensabile in un momento così carico di tensioni nel paese. Attenzione, però: nessuno facciaforzature su questo, né alle Camere né tantomeno nel paese».

E diventato Berlusconi ora il più convinto supporter di Monti, almeno a sentire le ultime dichiarazioni? 

«Dopo vent'anni non riesco proprio a credere alle dichiarazioni di giornata di Berlusconi, e comunque se fosse vero che lo sostiene in modo convinto, ben venga».

L'ex premier pensa a una riforma elettorale con il Pd. E voi come rispondete a questa offerta di dialogo? 

«Rispondiamo che non siamo disposti a escludere il Terzo Polo da unaccordo. Facciamo un passo indietro. Il tema legge elettorale/riforme costituzionali è un compito affidato al Parlamento: al governo spetta affrontare l'emergenza economica, alle forze politiche costituire un sistema di regole che metta nelle condizioni chi vincerà le elezioni di riuscire a governare. Manca più di un anno alla fine della legislatura ed è un tempo più che sufficiente perché il Parlamento cambi i propri regolamenti, superi il bicameralismo perfetto e le sue lentezze, faccia una nuova legge elettorale. Non si può usare l'alibi del poco tempo. Noi vogliamo fare anche alcune riforme istituzionali e la legge elettorale. Ma non potremmo mai rinunciare alla modifica del Porcellum, dell'attuale legge porcata».

Quindi, pensate a un confronto con il Pdl? 

«Serve una intesa molto larga. Alla trattativa devono partecipare tutte le forze parlamentari, comprese Idv e Lega. Tanto che Anna Finocchiaro e io abbiamo proposto le conferenze congiunte dei capigruppo di Camera e Senato e stiamo aspettando la risposta dei presidenti Fini e Schifani. La sede è istituzionale e nessuno può parlare di inciuci. Questo è l'obiettivo massimo, ovvero una intesa generale. Ce n'è però uno imprescindibile: l'accordo tra le forze che sostengono Monti. Perciò se l'idea è di un'intesa tra Pd e Pdl a scapito del Terzo Polo, la risposta è "no". Sia perché la legge elettorale non si può fare imponendo la logica dei numeri in Parlamento, sia perché si metterebbe a rischio il governo stesso».

Quali caratteristiche sono irrinunciabili per il Pd in una nuova legge elettorale? 

«Primo, restituire agli elettori la scelta degli eletti, per noi con i collegi uninominali; liberare dal vincolo delle alleanze forzose, inevitabilmente eterogenee e incapaci p oi di governare; ridurre la frammentazione partitica. Incontri a livello tecnico ce ne sono già stati, e mi pare del tutto naturale. Ce ne saranno altri».

Il discredito nei confronti della politica è altissimo, e il "caso Lusi", il tesoriere della Margherita che è il partito in cui lei militava contribuisce ad aumentarlo. 

«Anche dalle vicende più brutte come questa possono scattare dei meccanismi virtuosi. Oggi tutti capiscono che, se si vuole difendere il finanziamento pubblico ai partiti, vanno introdotte regole di controllo e certificazionescrupolose, che garantiscano la totale trasparenza».

Responsabilità civile giudici. PD: “Chiediamo un impegno immediato del governo per modificare al Senato questa norma”


La norma è sbagliata e con tanti profili di incostituzionalità ma abbiamo votato a favore per evitare procedimenti di infrazione a carico del nostro Paese e di violazione delle norme comunitarie

Giudici  giudici corte
"Chiediamo che il governo riprenda il filo con le forze che lo sostengono e che al Senato venga sanata la situazione". Così il segretario Pier Luigi Bersani per risolvere la questione politica che è scoppiata dopo il voto dell'emendamento leghista alla legge comunitaria sulla responsabilità civile dei giudici.

"Non si può accettare una situazione in cui c'è chi è leale nel sostegno al governo e chi si mette il libertà", spiega il segretario del PD. "Chi ha votato per quella norma ha sottovalutato la situazione: noi stiamo mettendo al primo posto l'Italia, che ha problemi seri, chi destabilizza questo percorso si prende una responsabilità seria".

Bersani ha respinto le accuse mosse al gruppo PD della Camera: "Non c'è una parte del PD che ha votato quella norma, chi lo dice faccia i conti. Si sono visti anche gli applausi in aula. Ogni volta che succede una cosa del genere scatta il solito film: il Parlamento ha votato in un modo. No, la destra del Parlamento. L'andamento della discussione ha fatto vedere anche a un cieco come andavano i lavori. Non facciamo ammucchiate, se no si pensa che non c'è più democrazia". Nel merito, sull'emendamento, Bersani ha parlato di "una intimidazione alla libertà di giudizio dei magistrati e alla possibilità di rivolgersi a loro. Serve un ripensamento della norma in modo ragionevole e non intimidatorio".

*****

Il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini ha formalmente chiesto al presidente del Consiglio Monti di assumere la gestione della vicenda politica della norma sulla responsabilità civile dei giudici (l'emendamento Pin alla Comunitaria) per modificare il testo della legge Comunitaria al Senato.

Franceschini lo ha fatto intervenendo in aula alla Camera a conclusione dell'esame sulla legge e ribadendo il giudizio del Pd su quello che ha definito “un fatto gravissimo politicamente e nel merito”. Il Pd, ha sottolineato, avrebbe votato contro la Comunitaria inquinata ma di avere accolto l'invito del governo a non farlo a causa delle sanzioni europee che sarebbero scattate in caso di bocciatura dell'intero testo.

“Oggi - ha detto Franceschini - è successo un fatto politicamente molto grave, grave politicamente e nel merito. Innestato in un buon lavoro. Ma dentro questo buon lavoro è stato introdotto un gravissimo elemento inquinante: questa norma sbagliata e con tantissimi profili di incostituzionalità sulla responsabilità civile dei magistrati, tema che non si può affrontare in modo così affrettato e approssimativo”. 

“Per questo - ha aggiunto Franceschini - dovremmo votare contro la legge comunitaria, perché è difficile votare un testo nel quale c'è una norma di questo genere. Per noi è molto difficile: per il partito e per noi deputati. Votiamo a favore soltanto perché il ministro delle Politiche comunitarie ha fatto appello alle forze politiche facendo presente che la mancata approvazione della Comunitaria comporterebbe dei procedimenti di infrazione a carico del nostro Paese e di violazione delle norme comunitarie”.


“Soltanto per questo, ma lo facciamo con una richiesta - ha detto ancora Franceschini - che io voglio fare in quest'aula in modo formale e cioè la richiesta di un impegno del presidente del Consiglio Mario Monti perché gestisca politicamente questa vicenda tra le forze politiche che sostengono il governo. Una vicenda troppo delicata per poter essere lasciata ad un voto segreto e a un meccanismo di maggioranze variabili e improvvisate. A noi il governo prima della votazione ci ha riferito di un impegno del Pdl di votare contro quell'emendamento. Il voto segreto ha invece dimostrato che è successa un'altra cosa. Rientra nella libertà dei deputati ma non è normale che questo avvenga su un parere contrario del governo. Non è possibile che ci sia una distinzione non dichiarata. Allora un governo non si può basare su un sostegno leale a prescindere di alcuni gruppi parlamentari e sulle mani libere di altri: non può funzionare così”.

“È per questo - ha concluso Franceschini- che noi votiamo la legge comunitaria ma chiediamo un impegno immediato del ministro della Giustizia e del presidente del Consiglio per modificare al Senato questa norma , con una iniziativa del governo nei confronti delle forze politiche che lo sostengono”. 

*****

“Con un trucco da illusionista, il Pdl ha votato un emendamento della Lega alla comunitaria che modifica la legge in materia di responsabilità dei magistrati. C'è un problema di metodo, visto che si è assistito a un'imboscata dell'ultimo momento, e un problema di merito, visto che su una materia così delicata non si interviene con un emendamento spot all'interno di un provvedimento come la comunitaria. Al ministro Severino dico di stare tranquilla, sono certa che al Senato ci saranno le condizioni per un ulteriore approfondimento”. Lo ha ribaditoAnna Finocchiaro, presidente del gruppo del PD al Senato.

“L'episodio che si è verificato alla Camera è davvero molto grave – ha proseguito Anna Finocchiaro - La norma approvata rischia di apparire addirittura come una ritorsione nei confronti dei magistrati. Io credo che tutta la questione meriti un supplemento di approfondimento che certamente al Senato non mancherà. Ribadisco che noi siamo contrari a una norma che supera il contenuto della sentenza comunitaria sulla responsabilità civile dei magistrati e dunque lavoreremo attivamente per cambiarla”.