La seduta si è aperta alle ore 21.
Gli argomenti affrontati sono stati i seguenti:
-Approvazione regolamento finanziario provvisorio in attesa di quello regionale. Benchè sia provvisorio, il regolamento prevede l'istituzione di un tesoriere (facoltativo) per circolo, un colleggio dei revisori a livello provinciale e autofinanziamento anche attraverso il tesseramento che si farà,ma per il quale è stata abolita la quota minima da parte dell'assemblea venerdì stesso. infine per ogni eletto del PD è stata prevista una quota da destinare al partito senza ulteriori precisazioni sull'entità.
- Istituzione di un organo politico in senso stretto quale la direzione. (varii dibattiti ma tutti sono favorevoli)
- Convention organizzativa a giugno. Vorrei sottolineare che tutti gli aderenti al aprtito potranno partecipare a questa riunione e portare ciascuno il proprio contributo. Sul sito provinciale ci sono ulteriori precisazioni ma in sostanza si tratta di definire le aree territoriali, l'organizzazione definitiva del partito e della componente giovanile.
-Festa democratica: ogni circolo deve dare una mano alla realizzazione della festa provicniale a celadina fra il 3 e il 21 luglio. Dobbiamo dare la risposta e la disponibilità entro il 9 giugno, sia a livello personale che a livello di circolo. Ci viene richiesto in aprticolare una notte per sorvegliare al festa e una sera al punto d'incontro politico, ovvero al spazio tesseramento. Inoltre è possibile aiutare sia in fase di montaggio che in fase di smontaggio, dal 17 a 2 giugno e dal 22 al 27 luglio.
- Dibattito sulla mancanza di spazi meramente di discussione politica nel partito e assenza di scambio fra le varie aprti. Manca in sostanza la forma e il luogo in cui discutere su cui siamo e sulla nostra identità. E' sentita in particolar modo l'esigenza da parte dell'assmblea di un "congresso" del pd bergamasco dove scatenare un brain-storming e infine mettere nero su bianco cosa cavolo vuole fare il pd nella nostra provincia, oltra al dato meramente organizzativo!
La riunione si è sciolta alle ore 23,30
Andrea
Intervista a Mauro Ceruti, senatore del pd. Eco di bergamo, 24/04/08
«Il Pd è di centro e non è un partito del leader». Nel Partito democratico il mondo cattolico è rappresentato da circa 150 parlamentari. E ancora «mi dispiace che Bertinotti sia rimasto fuori», anche perché l'assenza della sinistra non deve portare il Pd a oscillazioni «per rappresentare ciò che non deve».
Il professor Mauro Ceruti, neosenatore del Pd, preside dimissionario della facoltà di Scienza della formazione dell'Università di Bergamo («Lascio la facoltà che ho creato e mi metto in aspettativa») per potersi dedicare al mandato parlamentare, spiega quello che sarà il ruolo dei cattolici nel Pd.
I radicali «chiamati» per controbilanciare i cattolici nel Pd hanno avuto quello che hanno voluto senza pagare pegno.
«A non pagare pegno nella sconfitta elettorale sono stati innanzitutto i parlamentari dell'area cattolica nel senso di militanza politica e culturale. Sono circa 150: persone con una lunga militanza cattolica, a partire dalla Dc, o che sul fronte dei valori li hanno attivamente testimoniati nella vita politica. Piuttosto ritengo che una penalizzazione per i cattolici ci sia nel centrodestra per come Pdl e Lega si sono presentate alle elezioni: di fatto c'è stata l'espulsione dell'unico partito esplicitamente cattolico. Il centrodestra ha sì assunto alcuni valori tradizionali della Chiesa, ma li ha proposti ideologicamente spesso affidandoli ai cosiddetti atei devoti. Non dico questo con vis polemica, ma come lettura della situazione. Ricordiamo che il Pdl si è proclamato anarchico sul piano dei valori, e la Lega è un movimento che dalle origini si propone come neopagano, a parte la tentazione di impugnare il Crocifisso come bandiera, ma non come valore».
La scorsa legislatura in più di un'occasione sui temi etici i cattolici di centrodestra «aiutarono» quelli di centrosinistra. La morale cattolica sarà ancora unificante?
«Il richiamo al voto di coscienza è caratteristico dei politici di cultura cattolica. Ridefinirei il problema. Il Pd nasce come scritto nel Manifesto dei valori, di cui sono stato relatore, come partito nazionale e non di una parte. Il Pd inoltre nasce come il partito delle migliori tradizioni riformiste e riformatrici, ma anche esclusivamente da un contributo attivo dei cattolici democratici. Il Pd non è e non deve essere, a scanso di equivoci, una filiazione dei tradizionali partiti di sinistra, della sinistra riformista, inoltre non è e, per quanto ci riguarda, non deve essere un partito di sinistra».
Quale allora il ruolo dei cattolici?
«La funzione dei cattolici democratici non è quella degli Indipendenti di sinistra di memoria comunista e neppure quella dei cristiano sociali. I cattolici democratici del Pd sono cattolici romani al 100%. Inoltre la strategia, o la tattica, politica proprio perché il Pd non è partito di sinistra, non è cercare alleanze nei partiti di centro. Perché il centro è al centro del Pd anche e soprattutto attraverso il contribuito dei cattolici democratici. Il problema non è ricreare un'alleanza di centrosinistra mettendo al centro Casini e a sinistra il Pd. La vocazione del Pd è al centro ovviamente con la sinistra riformista, ma per accreditarsi non ha bisogno di alleanze al centro. Altrimenti significherebbe mettere il Pd sulla strada dell'eredità del Pci. Ma il Pd non è erede nemmeno di Pds e Ds. Gran parte dei Ds e della Margherita hanno dato luogo al Pd che ha voluto essere non un cartello elettorale, ma un partito nuovo attraverso il quale costruire una nuova politica riformatrice: e i cattolici democratici non si sono mai definiti riformisti, ma riformatori sia che stiano a destra che a sinistra».
Questo contrasta con le dichiarazioni di Veltroni.
«È oggetto di discussione nel partito fin dalla campagna elettorale che si debba aprire un dialogo e un'alleanza tattico-strategica con i cattolici democratici dell'Udc o con alcuni che potevano rendersi disponibili all'interno del Pdl».
Quindi, tornando alle alleanze: o Casini entra o si fa un'alleanza che non va confusa con l'occupazione del centro, oppure se ne torna dall'altra parte?
«Certi valori di centro riformatore sono espressi dall'area riformatrice sia cattolica che liberale del Pd. Questo non vuole dire chiudere le porte a Casini, anzi vuol dire spalancarle all'interno di un dialogo che è alla ricerca di una sintesi condivisa: sia che si tratti dell'appartenenza a un unico partito sia che si tratti di un'alleanza politica di centrosinistra in funzione di un governo del Paese a tutto tondo».
Ma nel Pd la presenza cattolica ha una sua identità?
«Nel Manifesto dei valori si afferma che contrastiamo ogni tipo di politica populista o radicale di massa. Quindi critichiamo l'idea che il Pd sia un partito del leader. Il Pd non vuole consolidarsi come partito del leader, così come non vuole essere una federazione, un cartello elettorale di post-qualcosa, ma non vuole neppure annacquare o perdere quella grande risorsa interna che sono le tradizioni di cultura politica da cui proviene. La tradizione del cattolicesimo democratico è di quelle giunte al Pd senza conoscere sconfitte. Altre tradizioni sono state battute dalla storia. Il contributo del Pd sarà quello di andare oltre la contrapposizione fra laici e cattolici all'interno di una prospettiva che riconosca il valore profondo dei riformisti e dei riformatori democratici, di non credenti e credenti, stabilendo le condizioni e i metodi per punti di incontro indispensabili a proposito di problemi e temi inediti sui quali risposte precise non le ha nessuna tradizione politica. Possiamo averla come credenti, ma non come appartenenti a un partito».
Mino Carrara
I radicali «chiamati» per controbilanciare i cattolici nel Pd hanno avuto quello che hanno voluto senza pagare pegno.
«A non pagare pegno nella sconfitta elettorale sono stati innanzitutto i parlamentari dell'area cattolica nel senso di militanza politica e culturale. Sono circa 150: persone con una lunga militanza cattolica, a partire dalla Dc, o che sul fronte dei valori li hanno attivamente testimoniati nella vita politica. Piuttosto ritengo che una penalizzazione per i cattolici ci sia nel centrodestra per come Pdl e Lega si sono presentate alle elezioni: di fatto c'è stata l'espulsione dell'unico partito esplicitamente cattolico. Il centrodestra ha sì assunto alcuni valori tradizionali della Chiesa, ma li ha proposti ideologicamente spesso affidandoli ai cosiddetti atei devoti. Non dico questo con vis polemica, ma come lettura della situazione. Ricordiamo che il Pdl si è proclamato anarchico sul piano dei valori, e la Lega è un movimento che dalle origini si propone come neopagano, a parte la tentazione di impugnare il Crocifisso come bandiera, ma non come valore».
La scorsa legislatura in più di un'occasione sui temi etici i cattolici di centrodestra «aiutarono» quelli di centrosinistra. La morale cattolica sarà ancora unificante?
«Il richiamo al voto di coscienza è caratteristico dei politici di cultura cattolica. Ridefinirei il problema. Il Pd nasce come scritto nel Manifesto dei valori, di cui sono stato relatore, come partito nazionale e non di una parte. Il Pd inoltre nasce come il partito delle migliori tradizioni riformiste e riformatrici, ma anche esclusivamente da un contributo attivo dei cattolici democratici. Il Pd non è e non deve essere, a scanso di equivoci, una filiazione dei tradizionali partiti di sinistra, della sinistra riformista, inoltre non è e, per quanto ci riguarda, non deve essere un partito di sinistra».
Quale allora il ruolo dei cattolici?
«La funzione dei cattolici democratici non è quella degli Indipendenti di sinistra di memoria comunista e neppure quella dei cristiano sociali. I cattolici democratici del Pd sono cattolici romani al 100%. Inoltre la strategia, o la tattica, politica proprio perché il Pd non è partito di sinistra, non è cercare alleanze nei partiti di centro. Perché il centro è al centro del Pd anche e soprattutto attraverso il contribuito dei cattolici democratici. Il problema non è ricreare un'alleanza di centrosinistra mettendo al centro Casini e a sinistra il Pd. La vocazione del Pd è al centro ovviamente con la sinistra riformista, ma per accreditarsi non ha bisogno di alleanze al centro. Altrimenti significherebbe mettere il Pd sulla strada dell'eredità del Pci. Ma il Pd non è erede nemmeno di Pds e Ds. Gran parte dei Ds e della Margherita hanno dato luogo al Pd che ha voluto essere non un cartello elettorale, ma un partito nuovo attraverso il quale costruire una nuova politica riformatrice: e i cattolici democratici non si sono mai definiti riformisti, ma riformatori sia che stiano a destra che a sinistra».
Questo contrasta con le dichiarazioni di Veltroni.
«È oggetto di discussione nel partito fin dalla campagna elettorale che si debba aprire un dialogo e un'alleanza tattico-strategica con i cattolici democratici dell'Udc o con alcuni che potevano rendersi disponibili all'interno del Pdl».
Quindi, tornando alle alleanze: o Casini entra o si fa un'alleanza che non va confusa con l'occupazione del centro, oppure se ne torna dall'altra parte?
«Certi valori di centro riformatore sono espressi dall'area riformatrice sia cattolica che liberale del Pd. Questo non vuole dire chiudere le porte a Casini, anzi vuol dire spalancarle all'interno di un dialogo che è alla ricerca di una sintesi condivisa: sia che si tratti dell'appartenenza a un unico partito sia che si tratti di un'alleanza politica di centrosinistra in funzione di un governo del Paese a tutto tondo».
Ma nel Pd la presenza cattolica ha una sua identità?
«Nel Manifesto dei valori si afferma che contrastiamo ogni tipo di politica populista o radicale di massa. Quindi critichiamo l'idea che il Pd sia un partito del leader. Il Pd non vuole consolidarsi come partito del leader, così come non vuole essere una federazione, un cartello elettorale di post-qualcosa, ma non vuole neppure annacquare o perdere quella grande risorsa interna che sono le tradizioni di cultura politica da cui proviene. La tradizione del cattolicesimo democratico è di quelle giunte al Pd senza conoscere sconfitte. Altre tradizioni sono state battute dalla storia. Il contributo del Pd sarà quello di andare oltre la contrapposizione fra laici e cattolici all'interno di una prospettiva che riconosca il valore profondo dei riformisti e dei riformatori democratici, di non credenti e credenti, stabilendo le condizioni e i metodi per punti di incontro indispensabili a proposito di problemi e temi inediti sui quali risposte precise non le ha nessuna tradizione politica. Possiamo averla come credenti, ma non come appartenenti a un partito».
Mino Carrara
Appuntamenti del PD nei prossimi mesi.
Ecco i principali momenti predisposti nell'immediato per conntinuare a far crescere il pd in provincia.
VENERDI 16 MAGGIO*, ore 20.45: all'interno dell'ordine del giorno dell'Assemblea provinciale che si svolgerà alla casa del Giovane, e che sarà aperta a tutti i portavoce dei circoli, è prevista la presentazione della Conferenza Organizzativa. In quella sede verrà consegnato il "documento base" per la discussione interna ai circoli.
SABATO 24 MAGGIO*: "FARE SOCIETA' - 1° Forum dei portavoce di tutta la Lombardia" con la partecipazione, fra gli altri, di Walter Veltroni, Ilvo Diamanti, Maurizio Martina. Per maggiori informazioni visitare il sito www.pdlombardia.itL'incontro si svolgerà a Milano, presso il Teatro Strehler (L.go Greppi, Milano, linea verde 2, fermata Lanza) con inizio alle ore 10 e chiusura dei lavori alle ore 14.
SABATO 7 GIUGNO*: CONFERENZA ORGANIZZATIVA PROVINCIALE dalle ore 9.00 alle ore 17.00, presso la Casa del giovane (con possibilità di pranzo)
_Chi può partecipare_: l'appuntamento è aperto a tutti gli aderenti al Pd bergamasco, anche se E' RICHIESTA VIVAMENTE la presenza dei membri dell'Assemblea provinciale e di due/tre rappresentanti per ogni circolo, a partire dai portavoce.
_Qual'è il programma_: 9.00: comunicazioni iniziali; 10:00: divisioni in gruppi di lavoro (comunicazione, convention e consulta degli amministratori, giovani, organizzazione territoriale del partito, scuola di formazione politica); 13.00: pranzo; 14.30: restituzione del lavoro dei gruppi; 15.30: dibatitto e chiusura dei lavori.
_Qual'è l'oggetto della discussione_: la conferenza organizzativa a ha il compito di approfondire il modo di essere, discutere, comunicare, fare politica all'interno del nostro partito a livello provinciale, tematico e territoriale . La discussione viene avviata a partire dal "Documento base" che sarà on line sul nostro sito a partire dal lunedi 19 maggio. Esso può e deve essere discusso, integrato, rielaborato a partire dagli spunti che emergeranno lungo il percorso. Eventuali contributi, oltre che essere discussi durante la conferenza, possono essere inviati all'indirizzo mail organizzazione@pdbergamo.it
_Dove va a finire il frutto di tutto questo lavoro_: tutto quanto emergerà dalla Conferenza organizzativa, inquadrato dentro lo Statuto regionale che sarà votato entro la fine di giugno, servirà a stendere il regolamento quandro del Pd provinciale. Tale regolamento verrà sottoposto al voto dell'Assemblea provinciale entro l'inizio di luglio.
VENERDI 16 MAGGIO*, ore 20.45: all'interno dell'ordine del giorno dell'Assemblea provinciale che si svolgerà alla casa del Giovane, e che sarà aperta a tutti i portavoce dei circoli, è prevista la presentazione della Conferenza Organizzativa. In quella sede verrà consegnato il "documento base" per la discussione interna ai circoli.
SABATO 24 MAGGIO*: "FARE SOCIETA' - 1° Forum dei portavoce di tutta la Lombardia" con la partecipazione, fra gli altri, di Walter Veltroni, Ilvo Diamanti, Maurizio Martina. Per maggiori informazioni visitare il sito www.pdlombardia.itL'incontro si svolgerà a Milano, presso il Teatro Strehler (L.go Greppi, Milano, linea verde 2, fermata Lanza) con inizio alle ore 10 e chiusura dei lavori alle ore 14.
SABATO 7 GIUGNO*: CONFERENZA ORGANIZZATIVA PROVINCIALE dalle ore 9.00 alle ore 17.00, presso la Casa del giovane (con possibilità di pranzo)
_Chi può partecipare_: l'appuntamento è aperto a tutti gli aderenti al Pd bergamasco, anche se E' RICHIESTA VIVAMENTE la presenza dei membri dell'Assemblea provinciale e di due/tre rappresentanti per ogni circolo, a partire dai portavoce.
_Qual'è il programma_: 9.00: comunicazioni iniziali; 10:00: divisioni in gruppi di lavoro (comunicazione, convention e consulta degli amministratori, giovani, organizzazione territoriale del partito, scuola di formazione politica); 13.00: pranzo; 14.30: restituzione del lavoro dei gruppi; 15.30: dibatitto e chiusura dei lavori.
_Qual'è l'oggetto della discussione_: la conferenza organizzativa a ha il compito di approfondire il modo di essere, discutere, comunicare, fare politica all'interno del nostro partito a livello provinciale, tematico e territoriale . La discussione viene avviata a partire dal "Documento base" che sarà on line sul nostro sito a partire dal lunedi 19 maggio. Esso può e deve essere discusso, integrato, rielaborato a partire dagli spunti che emergeranno lungo il percorso. Eventuali contributi, oltre che essere discussi durante la conferenza, possono essere inviati all'indirizzo mail organizzazione@pdbergamo.it
_Dove va a finire il frutto di tutto questo lavoro_: tutto quanto emergerà dalla Conferenza organizzativa, inquadrato dentro lo Statuto regionale che sarà votato entro la fine di giugno, servirà a stendere il regolamento quandro del Pd provinciale. Tale regolamento verrà sottoposto al voto dell'Assemblea provinciale entro l'inizio di luglio.
Presentazioen del libro NORD TERRA OSTILE
Lunedì 19 maggio *alle ore *18,00*
a *Bergamo*
- *sala del Circolo "Minardi"* (Borgo S. Caterina 62)_/
*Presentazione del libro "NORD TERRA OSTILE"*/_Saluta: *Mario CASATI* (Circolo culturale "Minardi")
Partecipano:*Marco ALFIERI* (autore del libro - giornalista de Il Sole 24 Ore)
*Antonio MISIANI* (Deputato PD)*
Gianni CUPERLO* (Deputato PD)*
Paolo SEGATTI* (Docente all'Università di Milano - Facoltà di scienze politiche)Coordina:*Franco CATTANEO* (Vicedirettore de L'Eco di Bergamo)
a *Bergamo*
- *sala del Circolo "Minardi"* (Borgo S. Caterina 62)_/
*Presentazione del libro "NORD TERRA OSTILE"*/_Saluta: *Mario CASATI* (Circolo culturale "Minardi")
Partecipano:*Marco ALFIERI* (autore del libro - giornalista de Il Sole 24 Ore)
*Antonio MISIANI* (Deputato PD)*
Gianni CUPERLO* (Deputato PD)*
Paolo SEGATTI* (Docente all'Università di Milano - Facoltà di scienze politiche)Coordina:*Franco CATTANEO* (Vicedirettore de L'Eco di Bergamo)
Seminario sui flussi elettorali
Sabato 17 maggio dalle ore 9.30 alle 13presso La Cascina del Ronco (via Ronco Basso 13- Villa d'Almè)utilizzeremo le competenze professionali del prof. Roberto Biorcio ( docente di metodologia dellaricerca poltica presSo l'Università Bicoccca di Milano) per un approfondimento - non solo statistico- dei flussielettorali nel nostro territorio.
Titolo "DOVE VANNO A FINIRE LE APPARTENENZE QUANDOSFUGGONO DI MANO ALLE PERTINENZE "?
L'inzitiva , promossa dal Circolo provvisorio permanenteOvomaltina, d'intesa con la Segreteria del PD bergamasco, avrà carattereseminariale. Richiediamo quindi - per evidenti ragioni organizzativa-di esplicitare la vostra adesione tramite l'invio del modulo allegatoentro mercoledi 14 maggio.
Grazie
Vanni Maggionicell 335 5844756
NB: per chi volesse aderire mandatemi un email e vi inoltrerò l'allegato.
Titolo "DOVE VANNO A FINIRE LE APPARTENENZE QUANDOSFUGGONO DI MANO ALLE PERTINENZE "?
L'inzitiva , promossa dal Circolo provvisorio permanenteOvomaltina, d'intesa con la Segreteria del PD bergamasco, avrà carattereseminariale. Richiediamo quindi - per evidenti ragioni organizzativa-di esplicitare la vostra adesione tramite l'invio del modulo allegatoentro mercoledi 14 maggio.
Grazie
Vanni Maggionicell 335 5844756
NB: per chi volesse aderire mandatemi un email e vi inoltrerò l'allegato.
Verbale del circolo di domenica 04/05
Durante la riunione si è parlato per un tempo molto ampio dei risultati delle elezioni nazionali e in valle, con un particolare focus su Serina sia come dato comunale che come dato invece anomalo per le politiche.
Sono emerse due richieste precise: da un parte l'esigenza di indicazioni e d'identità da parte della base di fronte allo smarrimento causato dalle elezioni e dall'assenza di una programmaticità nell' azione del pd. Dall'altra si è avuta la presa d'atto che il centrosinistra per così è come era formato non puo' più esistere sia per contenuti che per struttura formale. Tuttavia proprio perchè la sicurezza e altre problematiche sentite soprattutto da destra sono state fatte nostre, non dobbiamo affatto assimilarci nelle risposte ma anzi dare una seria alternativa alle soluzioni populistiche e quasi xenofobe del Pdl ( vedi decreto sulal sicurezza!).
Per l'attività del circolo si è stabilito che ci si riunirà ogni VENERDì primo del mese, anche solo per parlare e discutere. E' emersa la possibilità di organizzare incontri con esperti che aiutino la formazione di una coscienza e conoscenza civile adeguata, ovvero di esperti che insegnino a legger e il bilancio e gli atti comunali. Oltre a ciò sicuramente si potranno organizzare incontri di stampo più culturale, ma su ciò bisogna attrezzarsi.
Inoltre è emersa l'esigenza di creare uno strumento che potrebbe essere un volantino o un giornalino periodico epr poter farci conoscere e radicarci. Più ci penso più ritengo che un giornalino di stampo vallare non puo' che ssere utile in effetti, anche se prima ero scettico, poichè aiuterebbe la gente a superare i campanilismi che ci sono tutt'ora e a far passaer il emssaggio che se non ci si allea si muore...
Altra istanza è quella della sede, per la quale mi intresserò presso al parrocchia eppoi vedremo. Un'idea potrebbe essere tuttaiva creare una sede operativa in valle brembana, accessibile a tutti i circoli, e creare invece punti di ritrovo nei singoli circoli.
L'assemblea si è chiusa alle 23,30.
Sono emerse due richieste precise: da un parte l'esigenza di indicazioni e d'identità da parte della base di fronte allo smarrimento causato dalle elezioni e dall'assenza di una programmaticità nell' azione del pd. Dall'altra si è avuta la presa d'atto che il centrosinistra per così è come era formato non puo' più esistere sia per contenuti che per struttura formale. Tuttavia proprio perchè la sicurezza e altre problematiche sentite soprattutto da destra sono state fatte nostre, non dobbiamo affatto assimilarci nelle risposte ma anzi dare una seria alternativa alle soluzioni populistiche e quasi xenofobe del Pdl ( vedi decreto sulal sicurezza!).
Per l'attività del circolo si è stabilito che ci si riunirà ogni VENERDì primo del mese, anche solo per parlare e discutere. E' emersa la possibilità di organizzare incontri con esperti che aiutino la formazione di una coscienza e conoscenza civile adeguata, ovvero di esperti che insegnino a legger e il bilancio e gli atti comunali. Oltre a ciò sicuramente si potranno organizzare incontri di stampo più culturale, ma su ciò bisogna attrezzarsi.
Inoltre è emersa l'esigenza di creare uno strumento che potrebbe essere un volantino o un giornalino periodico epr poter farci conoscere e radicarci. Più ci penso più ritengo che un giornalino di stampo vallare non puo' che ssere utile in effetti, anche se prima ero scettico, poichè aiuterebbe la gente a superare i campanilismi che ci sono tutt'ora e a far passaer il emssaggio che se non ci si allea si muore...
Altra istanza è quella della sede, per la quale mi intresserò presso al parrocchia eppoi vedremo. Un'idea potrebbe essere tuttaiva creare una sede operativa in valle brembana, accessibile a tutti i circoli, e creare invece punti di ritrovo nei singoli circoli.
L'assemblea si è chiusa alle 23,30.
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