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Incontro a Bracca giovedì 31

Incontro Serina 25 febbraio con Barboni e Misiani_ foto






Assemblea pubblica a Serina il 25 febbraio. Seguirà cena del circolo di autofinanziamento


Come ogni inizio anno, il circolo della val Serina  indice un'assemblea plenaria di tutti i suoi iscritti ed elettori. Quest'anno però non sarà un momento dedicato solo al nostro circolo ma a tutta la valle Brembana in quanto l'iniziativa si inserisce in un ciclo di incontri che abbiamo denominato "Partiamo dalla valle Brembana per cambiare l'Italia". Il Pd della valle Brembana, visto l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale del 2013 e per rilanciare l’idea che un’alternativa è possibile anche nella nostra valle, ha organizzato iniziative con esponenti del Pd nazionali, regionali e europei. Il dettaglio lo vedete sul volantino allegato. L'obiettivo è illustrare la situazione in regione Lombardia, le dinamiche nazionali con il governo Monti e elaborare proposte per il nostro territorio, ad esempio sui temi dell'ospedale di San Giovanni e dei piccoli comuni.
Il primo incontro si tiene proprio a Serina il 25 febbraio e in quell'occasione si darà inizio anche al tesseramento 2012. Spero pertanto di vedervi numerosi.
Per suggerimenti, informazioni o altro non esitate a contattarmi.

A presto,
Andrea Tiraboschi
Segretario circolo PD val Serina
Email: pdvalserina@yahoo.it - Sito: www.circolopdvalserina.blogspot.com
Evento FB: http://www.facebook.com/events/158313714285200/

Assemblea pubblica
Cons. Reg. Mario Barboni
On. Luciano Pizzetti
sabato 25 febbraio alle ore 17.45
 presso sala civica Serina,via Palma il Vecchio, n.50, Vicino parrocchiale.
Seguirà Cena di finanziamento del circolo c/o pizzeria Snoopy alle ore 20.30. Per prenotazione: 328/2134298. La quota è di 20 euro più contributo volontario per circolo.
Sarà possibile tesserarsi per l'anno 2012



Barboni: Il fattore famiglia è un pasticcio


La Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, dopo un lungo e travagliato iter durato nove mesi, ha approvato la legge sulla compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi sociosanitari. Tutta l’opposizione (oltre a noi, Udc, Idv e Sel) ha espresso voto contrario.

Il centrodestra afferma di aver approvato con questa legge il cosiddetto Fattore Famiglia: non è così. In realtà il minor costo dei servizi che sarà sopportato da alcune famiglie con disagio socioeconomico, sarà caricato sulle spalle delle altre famiglie lombarde. I dati regionali di cui disponiamo indicano che l’obiettivo della maggior equità nella distribuzione dei costi sociosanitari non sarà ottenuto con questa legge che, oltretutto, dovrà essere rivista fra tre mesi quando il Governo avrà approvato, come previsto dal decreto “Salva Italia”, la riforma dell’Isee, cioè dell’indicatore nazionale che determina la compartecipazione.
La legge prevede una sperimentazione di un anno (del costo di 1,5 milioni di euro), che sarà attuata presso solo 15 comuni lombardi, mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. Con questa decisione assurda, si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti, senza contare che Regione Lombardia ha commissionato uno studio di oltre 4 milioni di euro per la definizione di un nuovo modello di welfare lombardo: perché allora tutta questa fretta per approvare una legge dagli esiti dubbi? Mi viene il dubbio che sia per avere una bandiera da sventolare per l’incontro del Papa con le famiglie previsto a fine maggio…
Il testo sarà portato martedì prossimo in Consiglio, ma intanto ha visto ancora oggi in Commissione molte perplessità all’interno della stessa maggioranza, in particolare per la parte relativa alla compartecipazione nella spesa sanitaria dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In questo modo, si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente: viene da chiedersi se l’Assessorato alla Sanità ne sia al corrente; e, a parte questo, ho fortissimi dubbi che un simile provvedimento sia legittimo.
Resto convinto che sia necessario aiutare le famiglie lombarde, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale: ma questo non può essere fatto senza apporre nuove risorse, come stanno dimostrando, per altro,  altre Regioni. Va finanziato il Fondo regionale per la Non Autosufficienza!