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Lettera a Eco in risposta all'indagine sulla valle Brembana


E a questo link la pagina intera:

Comuni: patto di stabilità e enti locali


UN NUOVO PATTO CON I COMUNI PER FAR RIPARTIRE L'ITALIA



Su Blogdem i video degli interventi
Rivedere il Patto di stabilità, con interventi che vanno dalle modifiche dell'IMU alla richiesta di sbloccare fondi per gli investimenti. Sono alcuni dei punti di un documento che il Partito democratico ha presentato questa mattina a Milano durante un incontro che ha visto la partecipazione dei sindaci di Milano e Torino, Giuliano Pisapia e Piero Fassino, del Presidente dell'ANCI, Graziano Delrio, del responsabile degli Enti locali del PD Davide Zoggia, della Capogruppo PD a Palazzo Marino, Carmela Rozza, e del Segretario lombardo e milanese dei Democratici, Maurizio Martina e Roberto Cornelli. Un pacchetto di proposte che saranno al centro anche della riunione già calendarizzata per la prossima settimana tra Governo e ANCI.
In un documento snello, di 3 pagine, ampiamente recepito nel merito dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani, il Partito democratico chiede al Governo di cambiare il Patto di stabilità perché così com’è non garantisce una efficace azione di contenimento della spesa corrente e blocca di fatto non solo i pagamenti ma gli stessi investimenti. Senza dimenticare che la grave contrazione delle risorse per il welfare pregiudica la possibilità per i Comuni di continuare a svolgere politiche di coesione sociale e limita la capacità degli stessi di far fronte al crescente bisogno di sostegno.
Nel dettaglio, il PD chiede di lasciare che i Comuni trattengano nelle proprie casse il 70% dell'IMU (a fronte del 50% oggi previsto), di eliminare tutti i vincoli gestionali e organizzativi che limitano l’autonomia dell’amministrazione e che non hanno alcun effetto sui saldi di finanza pubblica, di ridefinire i compiti e le funzioni di controllo e di indirizzo della Corte dei Conti e di permettere, grazie ad un fondo ad hoc della Cassa Depositi e Prestiti, di sostenere l’acquisto da parte della banche dei debiti commerciali dei Comuni.
IN ALLEGATO IL DOCUMENTO PER LA REVISIONE DEL PATTO DI STABILITA'

Regioni, Province, Comuni, riordino a tutti i livelli per ammodernare il Paese


In un seminario discusse le linee guida del Partito Democratico per la riforma degli Enti locali: eliminare gli sprechi e rinnovare la politica.Leggi il Documento del PD


autonomie locali
La chiara definizione delle funzioni delle Province come enti di secondo livello, la determinazione del campo di intervento delle Regioni, l’individuazione delle “aree vaste” con le dimensioni dei nuovi distretti, l’impegno per forti investimenti finanziari atti a garantire servizi associati,il riconoscimento in Costituzione del nuovo ente.

Sono alcuni punti fermi definiti nel corso di un seminario che si è svolto nella sede nazionale del Partito democratico, dedicato alla riforma delle provincie. All’incontro hanno partecipato amministratori, parlamentari ed esponenti degli enti locali.

“Ripensare l’apparato amministrativo della Repubblica, sia a livello centrale sia locale, per abbattere quei caratteri di inefficienza e di incapacità decisionale che ne hanno minato, nel tempo, la credibilità e la funzione democratica. Questo è il compito di un partito riformista”. E’ quanto ha dichiarato al termine Davide Zoggia, Responsabile degli Enti Locali che ha presieduto l’incontro a cui ha partecipato anche il Segretario Pier Luigi Bersani.

Secondo Bersani “lo Stato deve riorganizzare il proprio apparato riducendo un sistema di sedi e organi eccessivi, ma allo stesso temo – ha aggiunto Bersani - senza concedere nulla al populismo e avendo come obiettivo la ricostruzione di un rapporto della politica con i cittadini, rinnovato e fondato sulla fiducia e la credibilità”.

Nel corso del dibattito è emersa la necessità che la riforma si inserisca in un contesto di riordino tanto a livello centrale quanto negli Enti Locali della presenza dello Stato, alleggerendone il peso e producendo risparmi. Per questo le proposte che il Pd metterà in campo, dalla riforma della Legge Elettorale allarimodulazione dell’elezione e delle funzioni delle Province, avranno come obiettivo quello di riavvicinare la politica ai cittadini, rendendola sempre meno un corpo estraneo rispetto ai sacrifici che investono le fasce più deboli della società. Insomma ci si propone una posizione avanzata e non difensiva che possa contribuire in maniera determinata all’ammodernamento dello Stato e del sistema delle autonomie.

La riforma delle Province, in particolare, richiede oggi decisioni urgenti per evitare il caos amministrativo che può nascere nella fase di transizione dopo l’approvazione del decreto Salva Italia che disegna il nuovo profilo.

Leggi il documento del PD sulla riforma degli Enti Locali