TUTTI IN MANIFESTAZIONE, TUTTI IN MANIFESTAZIONE... TUTTI IN MANIFESTAZIONE


11 DICEMBRE
ROMA, ORE 14.30, PIAZZA DELLA REPUBBLICA-16.00, PIAZZA SAN GIOVANNI, COMIZIO DI BERSANI.

note organizzative:
-partenza treno speciale da Bergamo venerdì ore 1,20--> 9,30 arrivo
-ritorno il sabato notte
- prenotati mandando un'email a andreatira88@yahoo.it
10 euro la tariffa


TUTTI IN MANIFESTAZIONE A DARE LA SPINTARELLA A QUESTO GOVERNO!

CONVOCAZIONE CIRCOLO PRESSO SALETTA ALGUA ORE 21.00 DI GIOVEDI' 11 NOVEMBRE

Lettera alla stampa dopo le dichiarazioni di Pirovano sulla variante.


Carissimo direttore,
apprendo con piacere dalla stampa che il presidente Pirovano è pronto a sacrificare la sua carica pur di portare a compimento la variante di Zogno. Davvero encomiabile e credo che ogni parte politica dovrebbe sostenere il presidente Pirovano in questo strenuo tentativo di portare a casa la variante. Quindi, di conseguenza, a sostenerlo moralmente qualora dovesse dimettersi perché non è riuscito nell’impresa, visto che un mutuo di 44 milioni mi sembra davvero una sciocchezza solo pensarlo.
Tuttavia voglio precisare due nodi tutti politici perché sono stanco di come la stampa e la Lega stia gestendo la partita della variante di Zogno.
A inizio estate è nata la polemica circa i finanziamenti sulla variante in risposta al consigliere regionale Raimondi che paventava il taglio delle risorse. Feci personalmente un comunicato  e inseguito si mossero gli istituzionali PD, sia in regione che in provincia. Pirovano rispose subito dicendo che la provincia andava avanti con il contratto e che il Pd aveva preso una botta di sole e doveva andare a riposarsi. In seguito fece arrivare una lettera a tutti i sindaci con il quadro del finanziamento alla variante, assicurando urbi et orbi che i soldi c’erano, di stare calmi. E nella specifica della provincia in particolare si diceva che i fondi a rischio erano di  appena 10 milioni e, siccome si prospettava un ribasso d’asta di 14 milioni, tutto era apposto. State tranquilli, ci pensa il presidente.
Il Pd è andato avanti, ha fatto un’interrogazione scritta in provincia e in regione, ha proposto un emendamento all’assestamento di bilancio regionale, bocciato poi dalla maggioranza, ha tenuto alto il livello di attenzione a mezzo stampa quando ad agosto Pirovano sbotta che la variante si fa.
Si è visto quanto le nostre polemiche erano pretestuose. Ora anziché 10 milioni mancano 43 milioni. La delibera dell’estate 2009, richiamata anche da Capetti nell’ultimo consiglio provinciale, indica le fonti di finanziamento dell’opera ma non impegna i soldi concretamente, come invece Pirovano e Formigoni ci hanno più volte venduto. Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture, interpellato dai nostri consiglieri regionali ha sempre dichiarato che i soldi per la variante non c’erano e non ci sono.
Pertanto, pur sostenendolo nello sforzo, ora aspetto al varco Pirovano vista la sua assunzione di responsabilità e spero che si dimetterà se non riuscirà a portare a casa la variante. Perché ritengo inaccettabile che venga a fare la vittima sacrificale quando se non fosse stato per il Pd, Lega e Pdl avrebbero tenuto nascosto il problema del finanziamento della variante per tutto questo tempo. Inoltre perché Pirovano, in quanto parlamentare, ha votato la stessa finanziaria che ha tagliato i fondi indistintamente, ai virtuosi e ai meno virtuosi,  e quindi anche alla variante di Zogno. Quindi  sarà due volte responsabile  se la variante non si farà.
Noi del Pd appoggeremo tutte le iniziative a favore della variante ma faremo pesare le sue responsabilità. Lo aspetteremo al varco.
Good luck, president!
Andrea Tiraboschi
Segretario circolo Pd Valserina.

Il tramonto dei soli di Adro

Nonostante il divieto, il sindaco Lancini vuole ripristinare i simboli della Lega, rimossi dalla scuola di Adro. Pd: “C'e' ancora qualcuno in grado di ripristinare la legalità?” Franco: "Ora basta con arroganza leghista. Il sindaco rispetti la legge"


Il sole delle Alpi è destinato a tramontare. Di sicuro i 700 soli che erano stati apposti nella scuola di Adro per decisione del sindaco legista. Dopo la decisione del preside dell'istituto, i soli delle Alpi si avviano al tramonto nonostante la volontà del sindaco Lancini di non volersi arrendere. “Sono pronto ad agire con carte bollate e se occorre anche con il cacciavite. Io obbedisco solo al ministro”, - ndr Maroni che, tra l'altro, non è il ministro competente.

Ricordiamo che la decisione di rimuovere i simboli del sole delle Alpi è stata molto discussa, avallata ad auspicata dal Presidente della Repubblica che si è speso in nome di una scuola plurale e democratica. Anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini è intervenuta esprimendosi a favore della rimozione dei simboli padani nella scuola del bresciano, in risposta ad una interrogazione urgente presentata dai senatori del  Partito Democratico.
Il sindaco di Adro, per tutta risposta ha dichiarato di considerare ‘opinioni, che restano tali’, quelle del Presidente e del ministro, in quanto solo il ministro degli Interni, o in sue veci, il prefetto di Brescia, può dare ordini ad un sindaco, e su questo, dal punto di vista formale, poco gli si può obiettare.

Il Partito democratico ha presentato una nuova interrogazione urgente ai ministri Maroni e Gelmini, per chiarire le loro posizioni al riguardo. "L'arrogante protervia del Sindaco che si oppone alle decisioni del Dirigente e del Consiglio d'istituto della scuola di Adro si spiega solo con il colpevole silenzio del Ministro Maroni”, queste le considerazioni a caldo della senatrice del Pd Marilena Adamo, una delle promotrici delle interrogazioni. “Perché il ministro dell'interno dovrebbe sentire come suo preciso dovere la tutela dei valori e dei simboli della Repubblica- ha spiegato la senatrice. Ma se questo non gli interessa, spieghi almeno a quel federalista d'accatto del Sindaco Lancini che i federalisti dovrebbero difendere le autonomie e che l'autonomia scolastica non tollera ingerenze della politica, compresa quella della Lega".

Il governo ascolti la voce pacifica dei lavoratori, unisca e non divida

I commenti di Bersani, Bindi, Fassina alla manifestazione FIOM

"Si' ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro e' un bene comune", e le cinque parole d'ordine della manifestazione: diritti, democrazia, legalita', lavoro, contratto, campeggiavano sul palco della manifestazione FIOM a Roma, con decine di migliaia di partecipanti e nessun incidente nonostante gli allarmi del ministro dell'interno, Roberto Maroni.

“Quella che si è fatta sentire pacificamente oggi a San Giovanni è una voce che va ascoltata. E tutte le persone responsabili che hanno a cuore l’Italia devono augurarsi che possano emergere posizioni comuni dal mondo del lavoro” afferma Pier Luigi Bersani al termine della manifestazione indetta oggi dalla FIOM.
“L’Italia – dice il segretario nazionale del PD - vive difficoltà gravi e chi è al governo in questo momento non deve accendere irresponsabilmente i fuochi della divisione, ma lavorare per aiutare a comporre le diverse posizioni. L’
unità del mondo del lavoro è una energia indispensabile per costruire un’alternativa di Governo che davvero metta al centro delle politiche economiche l’occupazione che è l’assoluta priorità per il Paese”.

"Ma Sacconi e Brunetta attaccano la piazza, descritta come ricettacolo di odio e violenza. "Oggi, centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, in una straordinaria manifestazione pacifica e democratica, hanno rivendicato dignità del lavoro e chiesto politiche per la crescita, l'occupazione, l'equità: lavoro e diritti, insieme, sono il binomio della modernità” gli risponde Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Partito
Democratico, presente al corteo come Sergio Cofferati, Ignazio Marino, Cesare Damiano, Achille Passoni, Vincenzo Vita.

“Il Ministro Sacconi – continua Fassina – forse deluso dall'assenza di incidenti, invece di ascoltare le domande che si sono alzate da Piazza San Giovanni ed aprirsi al confronto, continua a fare il talebano e a dimostrare
tutta la sua carica ideologica contro i diritti dei lavoratori. E' sempre più evidente che la destra non è in grado di rispondere alle domande del Paese reale, di chi vive davvero i problemi dell’occupazione. E’ necessaria una
svolta, un'alternativa per il lavoro, per restituire futuro all'Italia”.

“Siamo il partito che vuole mettere al centro della crescita e dello sviluppo del Paese il valore del lavoro. Il Pd è il partito dell’art. 1 della Costituzione e l’ultima cosa che questo Pd può permettersi è di dividersi sulla dignità del lavoro” dichiara in una nota Rosy Bindi, presidente dell’Assemblea nazionale del Pd.
“Può darsi – osserva – che la piazza di oggi non rappresenti tutte le risposte necessarie e utili per fronteggiare la crisi e le profonde trasformazioni che la globalizzazione ha prodotto anche in Italia. Ma pensare di poter costruire l’alternativa a Berlusconi senza questa piazza è semplicemente illusoria”.

“Sottoscrivo pienamente le parole pronunciate oggi da Guglielmo Epifani: il lavoro è un diritto ma non ci può essere lavoro senza diritti. E’ in quest’ottica che ho partecipato oggi alla manifestazione indetta dalla FIOM -spiega a sera il senatore Marino - perché sono convinto sia doveroso lavorare in Parlamento ma essere presente
anche nella piazza, assieme ai lavoratori, per sostenere i diritti conquistati fino ad oggi e per sottolineare l’urgenza di ricercare nuovi diritti per i milioni di lavoratori che oggi non li hanno. Non c’è lavoro senza diritti e non è possibile prospettare ai più giovani
una vita lavorativa incrinata dall’ansia della precarietà e dall’incertezza per il futuro. Il Governo non ha fatto nulla per il lavoro e continua a non occuparsene, né in termini di incentivi all’occupazione né di servizi che

Serina: LEga boccia emendamento per corso nelle scuole sull'unità d'Italia

Finanziaria sprint: ci vuole poco a tagliare

Sempre all’insegna del “ghe pensi mi”: anche per la Finanziaria, il governo avrebbe già deciso di fare da sé, riducendo al silenzio il Parlamento e gran parte degli stessi ministri, che devono passare per i nuovi tagli di Tremonti. Peccato che il metodo scelto, questa volta, infranga da subito non solo la prassi politica ma anche quella giuridica. E questo mentre Bankitalia rivela che il tasso di disoccupazione reale supera l'11% contando anche gli scoraggiati e le ore di cassa integrazione, nonché l'impoverimento delle famiglie che hanno meno reddito disponibile e sono più indebitate. La soluzione del ministro dell'economia qual'è? Un bluff sul digitale promettendo ai suoi colleghi soldi freschi dalla vendita delle frequenze del digitale. L'ennesimo effetto annuncio stavolta alle spalle dei suoi stessi colleghi perché non si tratterebbe della vendita all'asta delle frequenze lasciate libere da Rai e Mediaset, come proposto ieri da Pier Luigi Bersani per finanziare la scuola e l'università, ma delle frequenze delle tv locali. Le briciole di un piatto potenziale da miliardi di euro.

Idee e progetti per allearsi con l'Italia

Bersani conclude l'Assemblea Nazionale: "Perché siamo venuti a Varese? Peravvicinarsi ai cittadini che lavorano. Il progetto per l’Italia, con lavoro e legalità, serve anche al nord, preso in ostaggio da Berlusconi e dalla Lega. La Lega di 37 leggi ad personam approvate, ruberie coperte...la Lega si prenda il suo che noi lo mettiamo sui manifesti"
9 ottobre 2010
Il Pd non è abbastanza "rispettato", lo sarà presto ma a patto che "ci rispettiamo tra di noi". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lo dice aprendo la relazione conclusiva all'assemblea nazionale democratica: "E' stata una bella assemblea, noi siamo un bel partito. Se ne convinceranno. Certo, non siamo rispettati abbastanza, non ci rispettano abbastanza gli amici, gli avversari... su di noi si dice di tutto, mi sveglio al mattino e imparo che ho fatto cose che non ho neanche mai pensato. Ma vi garantisco che ce l'avremo 'sto rispetto, con calma e gesso, ci rispetteranno". "L'unica condizione - avverte - è che ci rispettiamo noi. Se ci rispettiamo noi stiamo sicuri che poi ci rispetteranno. E qui ci siamo rispettati, questa è la vera rassicurazione, dobbiamo costruire il rispetto e la serietà . Non possiamo permetterci ritardi, i tempi stringono e le responsabilità aumentano, ma le pagine dei giornali sono ancora troppo piene di un partito che parla di sé e non dei problemi, e sì che i problemi in giro sono tanti. Non possiamo permetterci scarti su questo, perche' i tempi stringono: la crisi politica e la crisi economica si stanno avvitando''”.

Bersani a Cortona

Assemblea Nazionale 8 e 9 ottobre a Varese. Nel cuore della questione settentrionale, per parlare all’Italia

La lettera di Rosy Bindi ai delegati

Care democratiche e cari democratici,

nell’ultima Assemblea Nazionale del maggio scorso a Roma abbiamo inaugurato un metodo di lavoro che ci ha permesso di condividere la riflessione sull’agenda programmatica del partito.

In quei due giorni ciascuno di voi è stato protagonista di un’importante elaborazione che ci ha permesso di definire proposte e linee strategiche utili allo sviluppo e alla crescita del paese.
I documenti che abbiamo approvato (Lavoro, Università e ricerca, Giustizia, Istituzioni, Europa, Green economy) costituiscono i primi mattoni di un programma di sviluppo di cui l’Italia ha bisogno per affrontare e superare una drammatica crisi economica e sociale.

A Roma c’è stata una bella discussione e abbiamo fatto un buon lavoro. Abbiamo dimostrato a noi stessi e agli italiani che sappiamo ragionare insieme su ciò che serve al Paese e che il Partito democratico sa praticare un’idea nuova di politica, fondata sulla partecipazione intelligente di tante donne e uomini appassionati e competenti.

Ora il nostro lavoro proseguirà con l’Assembla nazionale convocata per l’8 e il 9 ottobre prossimi a Varese.

Abbiamo scelto di stare nel cuore della questione settentrionale, per parlare all’Italia.

Non a caso, i temi che intendiamo affrontare a Varese nei diversi gruppi di lavoro - Scuola, Agricoltura, Fisco, Piccole e medie imprese, Trasporti e mobilità, Autonomie locali e Federalismo, Immigrazione - registrano i punti nei quali è più evidente la distanza tra il governo e il paese reale, tra le parole del centrodestra e i fatti.

Noi non saremo a Varese per assecondare gli slogan e le pulsioni secessioniste della Lega. Al contrario vogliamo smascherare l’inganno di un patto di potere che tiene uniti Lega e Pdl ma non produce nulla di buono per i cittadini, le imprese e le famiglie al Nord come al Sud dell’Italia.

A dicembre saremo a Napoli per riflettere su Welfare, Sicurezza e Mezzogiorno, perché noi siamo un grande partito nazionale.

A Varese, il vostro contributo di idee e proposte ci aiuterà a definire le risposte più adeguate e sostenibili, quelle capaci di disegnare un modello di crescita e sviluppo proiettato sulla dimensione europea, capace di coniugare efficienza e solidarietà e di restituire ai cittadini slancio e fiducia nel futuro.

E’ essenziale la partecipazione di ciascuno di voi.

Da mesi si sta consumando una lenta agonia del centrodestra e, come ha detto il segretario Bersani, è iniziato il secondo tempo del berlusconismo. Noi possiamo inaugurare una nuova fase. Il partito democratico è pronto alla sfida per il governo del paese e a ricomporre intorno al progetto di nuovo Ulivo una forte e credibile alleanza, capace di rappresentare la necessaria alternativa.

E’ fondamentale che in questa sfida ciascuno di noi metta testa, cuore e gambe in un lavoro comune.
La presenza di ognuno di voi all’Assemblea nazionale sarà anche il segnale che il Pd è impegnato con tutte le sue migliori energie a preparare giorni migliori per l’Italia.


Vi aspetto tutti

Bersani a Palermo: "Prepariamo giorni migliori per la Sicilia e per l'Italia"

“Se c'e' maggioranza per nuova legge elettorale, si faccia. Stiamo parlando di regole, non di governo. Il centrodestra non imputi ad altri il suo fallimento in Sicilia" (video)

immagine documento Il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani si è recato a Palermo per una tappa della manifestazione: "Prepariamo giorni migliori per la Sicilia e per l'Italia". L’iniziativa si è tenuta presso il Teatro Politeama con il Segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo ed i vertici regionali del Partito democratico.

Tanti i temi affrontati, riguardo il difficile momento in cui verte la politica nazionale e in maniera più specifica le dinamiche politiche della Regione Sicilia, nella quale ci sarà un governo di alleanza costituzionale per traghettare alcune importanti riforme del territorio.

E proprio sull'eventuale riforma della legge elettorale nazionale, tanto auspicata dal Pd e dalle altre opposizioni, il segretario si è mostrato disponibile a raccogliere tutte le forze in campo favorevoli a realizzarla. Bersani però commentando le dichiarazioni del finiano Italo Bocchino, ha chiarito: "Non stiamo parlando di una maggioranza di governo, ma di una maggioranza parlamentare che si esprime sulle regole. Se c'è una maggioranza che dice che la legge elettorale è intollerabile, allora si va in Parlamento e si vota".

Le dichiarazioni di Bersani sulla fiducia al governo il 29/09. FANTASTICO!

3 GIORNI DI MOBILITAZIONE SULLA SCUOLA PD BERGAMO


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Il PD che c'è - In Provincia
 
Ad un mese circa dall'avvio dell'anno scolastico abbiamo colto, in merito ai cambiamenti introdotti dalla riforma, preoccupazione, confusione, ombre, si sono moltiplicati gli atti d'accusa ci è parsa evidente la volontà  da parte del Ministro di voler nel concreto marginalizzare la funzione della scuola.
Il PD vuol ridare prestigio a una istituzione troppo vilipesa e sacrificata da esigenze di bilancio. Per questo il PD bergamasco ha deciso di lanciare sulla scuola una grande mobilitazione che coinvolga i circoli e permetta di ascoltare le persone che vivono la scuola dall'interno e dall'esterno e di far conoscere la scuola che vorremmo e che lavoriamo per costruire!
Il 15, 16 e 17 ottobre saranno i giorni della scuola del PD bergamasco: ai circoli chiediamo di essere i rpotagonisti di questo lavoro, con volantinaggi fuori dalle scuole dei nostri comuni venerdì e sabato e gazebo in piazza la domenica.
 
Come partito sentiamo l'esigenza di condividere letture, valutazioni, proposte con quanti avvertono l'esigenza di capire come sta cambiando la scuola e come potrebbe cambiare. In queste settimane con il lavoro del gruppo scuola e delle zone stiamo costruendo i contenuti e i materiali della campagna in modo partecipato. Le proposte e i materiali saranno presentati e distribuiti ai circoli all'assemblea provinciale dell'11 ottobre 2010.
Contribuisci anche tu! Per avere informazioni o inviare suggerimenti  proposte scrivi a redazione@pdbergamo.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Siamo consapevoli di cosa non va nella scuola, consci che ogni cambiamento deve coinvolgere insegnanti, dirigenti, studenti, genitori che operano all'interno del sistema d'istruzione e formazione riteniamo grave che il ministro si sia mossa contro tutti.
Vogliamo leggere la criticità dell'applicazione della riforma Gelmini e riaffermare gli obiettivi del Partito convinti che "non c'è libertà senza sapere" , che la scuola deve essere inclusiva in un sistema pubblico integrato.
La scuola è una risorsa per il futuro dell'Italia nella competitività, questo concetto sempre più chiaro è lento a tradursi in Italia in centralità politica e di governo. La nostra è una scuola dove i livelli medi di apprendimento sono bassi, che ancora discrimina e penalizza chi proviene da ceti non abbienti e non acculturati, che non premia il merito.
Poiché nella scuola si pongono le premesse della cultura democratica indispensabile alla convivenza in una società sempre più plurale e multiculturale, occorre  ridare alla scuola e al sistema formativo il senso di una propria fondamentale funzione pubblica, di servizio pubblico e quindi devono esserle garantiti i mezzi per farsi carico delle difficoltà di tutti gli studenti.
Quella che il Ministro ha definito Riforma Epocale sta portando la nostra scuola al passato a scapito dei nostri giovani quindi della nazione intera, il governo che tanto parla di federalismo sta bloccando l'autonomia della scuola non garantendo certezza nell'erogazione delle risorse economiche e umane. Di fronte a una scuola del " meno " proposta dalla Gelmini (meno ore di insegnamento, meno insegnanti, meno insegnanti di sostegno, meno laboratori, meno tempo pieno....) come PD sentiamo il dovere di connotare in positivo la scuola, ridare slancio alla passione dei docenti, premiare la competenza, offrire una tangibile prospettiva di carriera che premi i meritevoli e conforti l'innovazione e la qualità.

ASSEMBLEA PUBBLICA 08/OTTOBRE PRESSO SALA CIVICA DI SERINA, ORE 20.45.

Lettera di convocazione dell'assemblea del circolo.

                                                                               Serina, 02/10/2010

Caro iscritto, elettore, simpatizzante

Con questa lettera convoco il circolo del Pd della Valserina presso la sala civica di Serina alle ore 20.45 di venerdì 8 ottobre.
Sono invitati tutti coloro che hanno gravitato attorno a questa organizzazione da due anni a questa parte –tesserati, votanti alle primarie, simpatizzanti-  per fare il punto della situazione assieme e per discutere del futuro del nostro circolo.
La fase politica nazionale e generale che stiamo attraversando è fondata solamente su un principio di delusione verso la maggioranza PDL e LEGA ma anche verso le opposizioni, compreso PD, incapaci di rappresentare un’alternativa credibile all’attuale governo.
Nel nostro piccolo è necessario fare il bilancio di un anno di attività e rilanciare la nostra azione. Per essere efficaci tuttavia abbiamo bisogno di te che stai leggendo questa lettera, di tutti coloro che la leggeranno, perché solo chi ci ha visto operare dall’esterno ed è a contatto con altri mondi lavorativi o culturali, può aiutarci a migliorare la qualità della nostra azione politica e nelle relazioni con le persone della nostra valle.
Il PD ha dato modo a tutti noi che la pensiamo in qualche modo diversamente da PDL e Lega di trovarci insieme e di creare qualcosa di aggregativo, solidale all’interno della nostra valle. Il PD non è il fine, è lo strumento con cui stiamo operando per scardinare logiche di egoismo e per lavorare per il bene della popolazione.
Quello che vi chiedo è di darci una mano. Anche concretamente, a partire dalla SOTTOSCRIZIONE libera in favore del circolo che ci sarà venerdì sera.
Ci vediamo pertanto venerdì. Ci daranno una mano nella riflessione Riva Gabriele, segretario provinciale, e Barboni Mario, consigliere regionale. Loro di sicuro ci potranno dare un’ottica più ampia.
Conto sulla vostra presenza, soprattutto dei tesserati.
Il segretario del circolo:
Andrea Tiraboschi

ODG
1)     Relazione segretario, presentazione proposta sede circolo, bilancio finanziario
2)    Interventi di Barboni e Riva.
3)    Dibattito
IL TESSERAMENTO E’ IN CHIUSURA. AFFRETTATEVI!!!!!
Per contatti:
Cell: 3282134298
Facebook: circolo pd valserina

Il volantino dell'iniziativa del primo ottobre

MANIFESTO VARIANTE ZOGNO



Il PD della valle Brembana ha deciso di dare vita a una serie di iniziative per denucniare da una parte le contraddizioni di questa maggioranza PDL e LEGA che ci governa ad ogni livello e per spingere sulla regione affinchè ottemperi ai propri impegni.

Discorso integrale di Bersani alla Festa del Pd di Torino

Rimbocchiamoci le maniche

Investimenti e lavoro_ discorso a Torino

Il discorso di Bersani

Care democratiche, cari democratici, cari amici, cari compagni,

questa nostra splendida festa è vissuta nel cuore stesso della città di Torino, città del Risorgimento e del lavoro. Città bellissima e ospitale. Assieme a voi saluto Torino e la ringrazio. Assieme a voi saluto il suo Sindaco, i dirigenti cittadini, provinciali e regionali del Partito. Grazie davvero.
E’ stata una grande e bellissima festa. Chi ha voluto aggredirla non è riuscito a sfregiarla. Nelle nostre feste, a differenza di ormai tutte le altre, si discute anche con chi non la pensa come noi, si discute anche con gli avversari politici, si discute dentro alle tensioni della politica e della società.
Si discute nelle piazze, all’aperto, secondo le normali regole della convivenza e dell’ordine pubblico. Penso che meriteremmo un ringraziamento da tutti quelli che sperano ancora che il nostro Paese possa essere un Paese civile. In ogni caso noi non accetteremo mai, così come ci ha cantato Francesco de Gregori in questa splendida piazza, che la gente rimanga chiusa in casa la sera.

Il documento di Veltroni

1.
La crisi politica del centrodestra è arrivata ad un punto di non ritorno. Dopo la rottura del Pdl, Berlusconi ha davanti a sé due strade: aprire la crisi di governo e invocare le elezioni, al caro prezzo di dover ammettere il fallimento politico della più consistente maggioranza parlamentare della storia della Repubblica; o tenere in piedi il governo e la legislatura, ma al prezzo non meno alto di legittimare la presenza determinante, nella coalizione di centrodestra, di una forza e una leadership che si collocano in modo esplicito su una linea politicamente e culturalmente autonoma.

Governo Bossi-Cuffaro?

Il leader del PD attacca: "Cocktail micidiale". Intanto Berlusconi prova a cercar voti con La Destra di Storace ed i deputati dell'UDC.

"Stiamo andando a grandi passi verso un governo Bossi-Cuffaro. Non sarà certo questo cocktail micidiale a salvare il paese dai problemi che ha” scrive oggi il segretario del PD sulla sua pagina facebook, raccogliendo oltre 70 commenti in poche ore.
Così Bersani, dopo la conferenza stampa in Sardegna della scorsa settimana dove aveva parlato di un calciomercato simile a quello del Milan, torna ad attaccare la campagna acquisti in grande stile di Berlusconi che spazia da La Destra di Francesco Storace a singoli deputati dell'UDC: "Il premier 'dopo 2 anni e mezzo di governo inutili torna a promettere le stesse cose della campagna elettorale, con 100 miliardi al Sud che non ci sono”. E’ di queste ore la notizia di un ingresso in maggioranza di quattro parlamentari dell'Udc siciliani (notizia che fa infuriare Pier Ferdinando Casini che risponde: Nostri deputati col Pdl? Vadano. Ma così Berlusconi legittima i ribaltoni, quest'estate mi ha cercato e oggi cerca di portarci via i parlamentari?) tanto da fargli dire: "Se compra quattro deputati è un compravendita vergognosa".

Era il marzo del 2009 quando Totò Cuffaro partecipava alla manifestazione dei giovani UDC a Roma "contro questo federalismo della Lega" accolto da coretti entusiastici



pronto a cantare con loro sulle note di "Un tuffo dove l'acqua è più blu" la strofa "Silvio s'è scordato del sud, la Lega gioca con il fuoco"


Nel suo intervento alla festa del Pd di Modena sabato 18 settembre Bersani si è detto deciso "a non mollare" su una possibile compravendita da parte del premier di parlamentari che possano votare la fiducia alla fine di settembre. Poi rivolgendosi alla Lega Nord, il segretario del Pd aggiunge: "Non dite Roma ladrona perchè voi state con quattro ladroni, siccome siamo gente di cuore, quando venite fuori da lì" dalla maggioranza di Berlusconi "noi saremmo già a posto. Però insistiamo nel dirgli: 'cosa succederebbe in caso di un governo con Berlusconi, Bossi e Cuffaro? Se lo dici alzando la voce ti ascoltano".

Per Bersani la priorità è quella di essere pronti a un eventuale voto anticipato come ha ribadito alle feste democratiche di Modena e Bologna: "Io lo dico da un anno a questa parte che alla fine della legislatura non ci arrivano perché il centrodestra non è in condizione di tirare la palla avanti. Qualsiasi cosa impapocchino nelle prossime settimane -insiste il segretario del Pd- sarebbe comunque una cosa più debole di quella che abbiamo visto fin qui. Noi siamo pronti l'importante è sempre tener conto che quando si arriva alle elezioni è perché Berlusconi ha fallito".

I commenti di Penati e Zoggia. Quella di Silvio Berlusconi è una "campagna acquisti partita in grande stile e ormai "siamo al mercato" dice Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani: "Dopo due anni e mezzo di governo trascorsi inutilmente per gli italiani, il presidente del Consiglio torna a promettere le stesse cose annunciate in campagna elettorale. Non è credibile ed è offensivo perché non ha più la maggioranza ed è solo impegnato in una squallida campagna acquisti. Il Sud - dice Penati - torna nelle attenzioni del governo solo ora che Berlusconi ha deciso di fare shopping di deputati e questa è una brutta pagina politica. Si ripropongono cose mai realizzate e idee rubate ad altri, il tutto all'insegna della più grande estemporaneità. Si illudono le persone perché i 100 miliardi non esistono e l'unica cosa certa è che sembra di trovarci in un mercato e non in un governo. Così si fa il male del Sud e del Paese". Poi Penati interviene sull’autocandidatura di Massimo Calearo (eletto come capolista PD in Veneto nel 2008 e passato all’API) a sostituire Claudio Scajola: “Quando li si accusa di compravendita di parlamentari, Berlusconi, Napoli, con
l’eleganza e la signorilità che sempre lo contraddistingue, e gli altri esponenti del Pdl smentiscono indignati. Ma se le cose stanno davvero così, non si riesce allora a capire da dove nasca l’autocandidatura di Calearo a ministro dello Sviluppo economico. Delle due l’una. O c’è in corso una trattativa segreta dissimulata da tutti i partecipanti; oppure Calearo si offre ora perché teme che presto lo shopping potrebbe chiudersi.
Infine vorrei ricordare che mentre Berlusconi smentiva la compravendita di parlamentare di fronte alla platea della Destra, nello stesso discorso ha chiaramente detto che un domani potrebbero esserci posti da ministro per il gruppo di Storace. E questo che cos’è, se non un mercato di posti in cambio di sostegno?”.

Davide Zoggia, responsabile Enti locali della segreteria del Partito Democratico, denuncia come “il vicepresidente dei senatori del Carroccio Lorenzo Bodega arriva a offendere il segretario di un altro partito, significa che i nervi dei dirigenti leghisti stanno saltando. Certo, per chi non fa che straparlare di Nord trovarsi nel governo a fianco Totò Cuffaro e in prospettiva anche Storace non deve essere certo facile. E ancora meno facile prendere atto che, come ammette lo stesso Bossi, a vedere attuato il federalismo saranno i nostri figli. Gli insulti di Bodega sono insomma un segno, da un lato, di disperazione, dall’altro, di assoluta mancanza di idee su come uscire da una situazione di estrema difficoltà. In ogni caso, quelle che il senatore leghista chiama liti riferendosi al Pd altro non sono che momenti dialettici. Nei partiti democratici normali funziona così. Ma a Bodega, che è abituato al Carroccio del padre-padrone Bossi, sembra strano che si possa discutere pur rimanendo sempre uniti che nell’obiettivo di preparare l’alternativa a questo governo che ha fatto solo danni”.

Primo intervento dopo l'annuncio di Raimondi

Altri interventi del Pd sulla variante di Zogno

La lettera di Formigoni non ci convince

I PROBLEMI SONO TUTTI POLITICI, CARO PRESIDENTE:

- come è possibile che fondi impegnati nel 2009  (come detto in campagna elettorale) siamo ora in bilico per una manovra del 2010.
- i fondi che la manovra taglia non sono quelli diretti alla variante nello specifico, sono diretti alla regione Lombardia. Quindi se si taglia sulla variante, vuol dire che si vuole tagliare sulla variante e non da altre parti. Qua c'è una volontà politica di questo, altrimenti non si spiegherebbe la magra figura del presidente della provincia Pirovano che ai quattro venti dichiara la fattibilità della variante per poi essere smentito dopo 4 giorni dall'assessore Cattaneo.

Meno parole e più fatti: perchè non avete votato l'emendamento del Pd sull'assestamento del bilancio in regione?
Lasciamo ai cittadini le valutazioni, ma qua sembra che Pdl e lega se la cantino da soli e la valle Brembana viene snobbata. Il Pd c'è e si sta facendo valere in tutte le sedi opportune perchè la variante venga portata a compimento.

Articoli sulla variante di zogno... noi siamo presenti sul territorio!

MILA SPICOLA, INSEGNANTE AL QUARTIERE BRANCACCIO DI PALERMO

INTERVENTO INTEGRALE DI BERSANI

INTERVENTO DELLA PEZZOPANE

INTERVENTO DI GIFUNI ALL'ASSEMBLEA PD CONTRO LA MANOVRA- PER L'ALTERNATIVA



Bellissimo intervento e la polemica da qui scaturita è senz'altro inutile...

Sfida al governo

Dal PD 6 proposte di liberalizzazione a costo zero: carburante, farmaci, ordini professionali e sostegno all'accesso delle nuove generazioni, banche, bolletta del gas.

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Sei proposte a costo zero per spostare dieci miliardi di euro dalla rendita e dalle posizioni dominanti a favore dei cittadini e delle imprese. Il Pd dà una ricetta semplice e concreta per modificare la manovra finanziaria senza alcun onere per lo Stato con l'effetto immediato di risparmiare svariati miliardi di euro.

Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani sono piccole lenzuolate con cui “sfidiamo il governo a dire se intende continuare con le chiacchiere o se intende fare qualche fatto”.

Abbiamo una bassissima crescita, una manovra depressiva, dobbiamo mettere qualcosa nel motore della crescita. Questi sono i primi punti di una posizione articolata sui temi della manovra per una posizione, la nostra, che non è solo di denuncia ma anche di proposta”.

“Ci siamo stancati di sentire il lancio di bolle di sapone da parte del governo – ha continuato Bersani - che finiscono sempre nel nulla, e ci siamo stancati dei pretesti del governo per attaccare la Costituzione: l'articolo 41 non impedisce operazioni di semplificazione e di liberalizzazione”.

Non si sa quale possa essere l'atteggiamento del governo davanti a proposte concrete e a costo zero. Per Bersani “la destra dirà la sua, ma basta con le bolle di sapone. E basta anche con la legenda metropolitana che il Pd non fa proposte. Stiamo attenti perché a noi ci uccide non solo il berlusconismo, ma anche il conformismo”.




Pomigliano: passa l'accordo tra azienda e sindacati

Con il 62,2% dei Sì, è passato l'accordo di intesa tra la Fiat e le tute blu dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Affluenza massiccia: hanno votato il 95% dei lavoratori. Bersani a YouDem: “Ora Fiat mandi avanti il suo progetto”. Fassina:"Affrontare i punti controversi con il senso di resposnabilità"

immagine documento Con il 62,2% dei Sì, è passato l'accordo di intesa tra la Fiat e le tute blu dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Al referendum hanno perso parte il 95% dei lavoratori. I voti a favore dell'intesa tra azienda e sindacati, (non sottoscritta dalla Fiom) sono stati 2.888, 20 le schede bianche, 59 le nulle e 1.673 i no, su 4.642 votanti.

Una vittoria sofferta perché nonostante la netta affermazione dei sì, nessuno nello stabilimento ha ancora la voglia di sorridere.

Per Pier Luigi Bersani, dopo Pomigliano, il Pd si darà una posizione autonoma sulle relazioni industriali. "Siamo ad un passaggio delicato, voglio credere che anche la Fiat lo rispetterà. Leggo di altre ipotesi, ma è chiaro che se c'è il sì questo sarebbe su quello che ha chiesto la Fiat. Se ci sarà il sì dei lavoratori, Fiat mandi avanti il suo progetto".


Il partito della Costituzione

Bersani alla Stampa estera: lo scopo del Pd è quello di “essere il Partito del Secolo dei Progressisti Italiani. Io voglio che il mio partito sia il partito della Costituzione. Il Pd, un partito giovane che non rinnega le proprie radici ma le amalgama”

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“In Italia c'è bisogno del ruolo di controinformazione svolto dalla stampa estera”. Lo ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante un incontro a porte chiuse con i giornalisti della Stampa estera.

Rispondendo alle domande fatte dai cronisti, il leader democratico ha voluto ribadire la posizione del Pd sulla sbagliata manovra finanziaria che non ridistribuisce equamente i carichi, sulle difficoltà che vivono le tute blu a Pomigliano d'Arco e sui continui sbagli del governo che si nasconde sotto l'ombrello dell'Europa sebbene sia “isolato dalle decisioni dei partner” dell'Unione.

Nonostante i vari sondaggi che ogni volta il premier va snocciolando, più per rassicurare sé stesso, “il governo Berlusconi è in calo di consensi, anzi è iniziata la parabola discendente, come dimostrano le recenti amministrative in Sardegna, dove il partito di Berlsuconi ha perso 13 punti”.

Per Bersani i prossimi “tre anni sono troppo lunghi per questo equilibrio di maggioranza e di Governo. Quando arrivano i nodi economici, con questo populismo, con un uomo solo al governo, non si risolvono i problemi”.

“Le forze di maggioranza hanno dei problemi”, ha insistito Bersani, come dimostrano ''i diversivi'' di Bossi sulla nazionale di calcio. Tuttavia, ha aggiunto, “è vero che non capitalizziamo ancora le difficoltà del centrodestra e che spesso queste si trasformano in disimpegno e indignazione, ma
dobbiamo trasformare ciò in energie positive”.

Lo scopo del Pd è quello di “essere il Partito del Secolo dei Progressisti Italiani. Io voglio che il mio partito sia il partito della Costituzione. Il Pd, un partito giovane che non rinnega le proprie radici ma le “amalgama”

“Non c'è un far da soli - ha detto ancora Bersani – ma un'ambizione a crescere, rivolgendosi a tutte le forze politiche di opposizione sia in Parlamento, sia fuori”.

Alla fine dell'incontro uno dei Consiglieri ha fatto notare che la stampa estera, negli ultimi tempi, a causa della informazione che dà, sta subendo un “attacco” da diversi organi di informazione italiani, alcuni piu' legati al governo, come Il Giornale e Libero, e altri indipendenti, come Il Riformista.

Il segretario del Pd ha promesso il suo appoggio ma ha anche sdrammatizzato l'entità di questi attacchi. “Comunque – ha aggiunto - il Italia c'è bisogno del ruolo svolto dalla stampa estera, e speriamo che in futuro non ce ne sia bisogno ancora di più”.